🇳🇴 OSLO, NORVEGIA un paio di mete imperdibili ✈!

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Per chi vuole organizzare un viaggio di breve durata,  5 o 6 gioni, non di più,  è da consigliare e da prendere in considerazione la vecchia NORVEGIA 🇳🇴 e più precisamente la sua capitale OSLO.

Parco Vigeland e le sculture di Gustav Vigeland

È il più grande parco di sculture del mondo di un solo artista con 212 statue in pietra, bronzo e ghisa di Gustav Vigeland, il parco e sempre aperto e non si paga alcun biglietto! Splendido, da visitare in ogni stagione.  Arrivo agevole con il pullman. 

20 anni di lavoro inintertotto per Gustav Vigeland (1869-1943) che voleva una mostra all’aperto nel cortile della sua casa-studio a Frogner, un quartiere di Oslo. Questo si è trasformato in un parco di sculture con 212 opere in granito e bronzo. Vigeland non solo ha creato tutte le sculture, ma ha progettato anche il parco, compresi i ponti, le fontane e le staccionate. Purtoppo non riuscì però mai a vedere il parco in pieno splendore, poiché molte sculture sono state introdotte solo nel 1950, 7 anni dopo la sua morte.

 

 

Il cancello

Il portale è costituito da cinque entrate decorate da bassorilievi in bronzo, con due porte più piccole in ferro battuto ai lati.

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Uno dei cancelli del parco

Il ponte

Attraversato lo spiazzo dell’entrata, si arriva ad un grande ponte in granito: lungo 100 metri e largo 15, è sovradimensionato rispetto all’esiguo canale sottostante. Fu Vigeland a volerlo così imponente, in sostituzione del ponte già esistente nel parco Frogner fin dal 1914.

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Sulle due sponde del ponte sono montate 58 statue in bronzo. Rappresentano a grandezza naturale uomini e donne, adulti e bambini, in gruppi o figure isolate. Tra le statue del ponte, la più famosa è il Sinnataggen, il bambino furioso: riprodotta su cartoline e pubblicazioni turistiche, è diventata uno dei simboli del parco e della città di Oslo.

A sinistra del ponte c’è una piccola zona circolare dedicata ai giochi per l’infanzia. Al centro c’è la scultura di un bambino non ancora nato, e attorno altre 8 piccole statue che ritraggono bambini in varie fasi della loro crescita.

La fontana

Passato il ponte si arriva alla grande fontana in bronzo, l’opera più imponente del parco.

Al centro della vasca quadrata, sei uomini di varie età sorreggono un grande catino da cui sgorga l’acqua della fontana. L’apporto che ognuno di essi dà allo sforzo comune varia a seconda dell’età e del vigore.

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Lungo i bordi della vasca sono montate 20 sculture a forma di albero, che richiamano gli alberi veri che crescono nel parco. Intrecciate al fusto o alla chioma degli alberi, figure umane che rappresentano le varie età della vita, dalla nascita alla morte.

Le pareti esterne della vasca sono decorate da 60 bassorilievi che illustrano anch’essi il corso della vita umana, in relazione con gli alberi sovrastanti.

La pavimentazione attorno alla fontana riproduce un labirinto. Il motivo bianco e nero copre una superficie di 1800 metri quadrati, e l’intero sviluppo del labirinto è lungo quasi 3 chilometri.

La terrazza del monolito

Dalla fontana si sale, attraverso una scalinata a tre livelli, alla parte più elevata del parco. È una terrazza dominata da una colonna alta 17 metri, in cui sono raffigurate 121 figure umane intrecciate tra loro. La colonna è stata scolpita in un unico pezzo di granito, e per questo viene chiamata il Monolito.

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La colonna sorge alla sommità di una struttura a gradini a pianta ottagonale. Sui gradini sono posizionati 36 gruppi scultorei. Come per le statue del ponte, i soggetti sono uomini e donne, bambini e adulti; ma in questo caso si tratta di composizioni raccolte, poco sviluppate in altezza, dove solo i bambini stanno in piedi, mentre gli adulti sono seduti o accovacciati.

La ruota della vita

Scendendo dalla terrazza si arriva alla parte finale del percorso del Parco di Vigeland, che culmina con la scultura chiamata Livshjulet, la ruota della vita. Sette figure umane (quattro adulti e tre bambini) si intrecciano e si rincorrono formando un cerchio.

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Il percorso si conclude così con un’opera che da sola sintetizza il tema di fondo dell’intero parco, il ciclo della vita, dalla nascita alla morte.


Il Paese Folkloristico Norvegese “Norsk Folkemuseum

È stato fondato da Hans Aall nel 1894. Dal 1898 ha la sua sede nella penisola di Bygdøy, vicino a Oslo. Ha aperto al pubblico nel 1901.

Nel 1907 è stato unito con la collezione di Re Oscar II di Svezia, che comprendeva anche la Stavkirke di Gol, trasferita lì nel 1885 e tuttora parte del museo.

Un parco con dentro un vero e proprio paese; il Museo del Folclore norvegese (il più grande) che ripercorre la storia culturale della Norvegia dal Medioevo in poi. La sua attrazione principale è l’incredibile sezione all’aperto: 158 edifici illustrano l’architettura rurale in legno della Norvegia.

 

È stata interamente ricostruita anche un’intera cittadina. Un elemento eccezionale: la chiesa in legno di Gol, completamente restaurata.

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Correvano gli anni ’70 e…

…chi non ricorda il mitico Vicky il vichingo?

Ascolta la sigla 📻

Il figlio del capo di una comunità vichinga proveniente dal villaggio di Flake; un bambino di dieci anni con i capelli rossicci e lunghi fino alle spalle (tanto da essere scambiato spesso per una ragazza) e lentigginoso. Molto astuto, sempre curioso ed attento, oltre che estremamente intelligente; navigando assieme alla ciurma della nave del suo villaggio segue assieme agli adulti le sorti delle varie spedizioni marine intraprese.

Quando ha bisogno di farsi venire un’idea ha l’abitudine di strofinarsi il naso e quando l’ha trovata schiocca le dita con gioia. Non è un tipico ragazzo vichingo, in quanto la sua natura innata è molto timida e non molto forte: la sua fervida immaginazione gli permette di fuggire da tutti i pericoli.

È sempre lui difatti ad aiutare il gruppo quando questo si viene a trovare in difficoltà, con soluzioni brillanti e del tutto innovative, riuscendo immancabilmente a tirare fuori dai pasticci (dai guai e da situazioni apparentemente senza speranza) gli amici di turno. Ha bisogno d’affermarsi contro lo scetticismo iniziale ma, divenuto la mascotte del villaggio, senza di lui i vichinghi non vorrebbero più prendere il mare

I suoi compagni, a cominciare dal padre Halvar, sono caratterizzati come omaccioni assai bonari ed abbastanza ottusi, che rimangono puntualmente sorpresi dalle idee del ragazzino, le quali sono spesso accettate solo perché “lo ha detto il figlio del capo”. Halvar, irsuto e forte, è molto geloso e attento nei confronti di Vicky, anche se lo fa con l’istinto protettivo del genitore, che molto spesso non necessariamente comprende appieno il talento del figlio.

Nelle mirabolanti avventure in cui sono coinvolti, sempre a caccia di bottino e di ricchezze, i vichinghi si imbattono in situazioni fantastiche, esotiche ed imprevedibili. La loro reazione usuale è violenta, brutale. Una volta, per esempio, gli amici più stretti di Halvar suggeriscono di usare la forza bruta per risolvere un problema, e lui li picchia per la rabbia che questa “buona” idea non sia venuta prima a lui.

Vicky è la mente, naturale che il resto della ciurma sia il braccio, una volta che siano stati illuminati dalle brillanti idee del ragazzino, cosicché vengono perfettamente a completarsi a vicenda e realizzano il loro scopo, per quanto dura sia la sfida.

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Anni ’70 – il cartone animato delle avventure vichinghe

I vichinghi facevano parte delle popolazioni norrene, solo che il termine “vichingo” indicava un appartenente a quelle popolazioni costiere, insediate nei fiordi (vik significa infatti “baia”) e dedite alla pirateria.

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Stanziamento dei norreni nel VIII (rosso scuro), IX (rosso), X(arancione) e XI (giallo) secolo. Il verde indica le aree frequentemente colpite da razzie vichinghe
norreni sono i popoli germanici

Famosi per la loro abilità di navigatori e per le lunghe barche, i vichinghi in pochi secoli colonizzarono le coste e i fiumi di gran parte d’Europa, le isole Shetland, Orcadi, Fær Øer, l’Islanda, la Groenlandia e Terranova; si spinsero a sud fino alle coste del Nordafrica e a est fino alla Russia e a Costantinopoli, sia per commerciare sia per compiere saccheggi.

I vichinghi sono conosciuti anche per essere stati i primi scopritori del Nordamerica, raggiunto tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo (a tal proposito si vedano Bjarni Herjólfsson, il primo europeo ad avvistare il continente americano cinque secoli prima dei viaggi di Cristoforo Colombo, e L’Anse aux Meadows, un antico insediamento vichingo dell’XI secolo ritrovato sull’isola di Terranova, nell’odierno Canada).


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