👞 Monsieur Hercule Poirot è vivo ed ha aperto un bistrot a…

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Hercule Poirot 👞 (Ercole Poirot nelle prime traduzioni italiane) è un personaggio letterario ✒, gendarme belga in pensione, ideato dalla scrittrice Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan nota come Agatha Christie, protagonista di una lunga serie di racconti e romanzi  📚 e probabilmente ispirato da Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle o da Auguste Dupin di Edgar Allan Poe.

Il personaggio esordì con enorme successo come protagonista del romanzo Poirot a Styles Court nel 1920.

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Hercule Poirot 👞 era profugo di guerra nel 1914, fuggito in Inghilterra dal Belgio dove era ispettore di polizia. Poco o nulla si sa della sua famiglia d’origine: nel romanzo Due mesi dopo si viene a sapere che sua nonna paterna si chiamava Marie e nel romanzo Poirot e i quattro viene citata sua madre e si scopre che è morta in tarda età ed anche che trascorse l’infanzia nella città belga di Spa, dove si trovava la casa della sua famiglia che, come descrive la stessa Christie in Tragedia in tre atti, era numerosa e non ricca.

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Entrò poi in polizia ricordando, ne “Il leone Nemeo” (1939), un suo caso risolto in Belgio nel quale “un ricco produttore di sapone avvelenò la moglie per sposare la sua segretaria”. Fu l’ispettore Japp, nel presentarlo ad un collega, a raccontare alcuni indizi sulla carriera di Poirot quando era ancora nella polizia belga.

In Doppia colpa Poirot menziona direttamente di essere stato capo della polizia di Bruxelles, sino alla Grande Guerra, dalla quale si ritirò all’epoca del suo incontro con colui che sarà il suo più fidato amico, il capitano Arthur Hastings. Proprio con Poirot a Styles Court, diede inizio il 12 luglio del 1916 alla sua carriera come investigatore 🔎 privato in Inghilterra. Durante la prima guerra mondiale lasciò, come detto, il Belgio per l’Inghilterra come rifugiato, risolvendo, da lì a poco, il suo primo caso inglese – Il Misterioso Affare di Styles. Il caso gli fornì popolarità in tutta l’Inghilterra e risolverà anche alcuni casi per conto del governo britannico, tra i quali anche un tentativo di rapire il Primo Ministro.

Monsieur Poirot abitava in un lussuoso appartamento, al sesto piano, al 56B Whitehaven Mansions di Charterhouse Square, nell’elegante quartiere di Smithfield a Londra. L’appartamento luminoso e grande venne scelto da Poirot, come lui stesso ammette, per la sua simmetria.

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« È questo maledetto mare che mi crea dei problemi! Il mal de mer – che orribile sofferenza! »
(Poirot, ne “Il rapimento del Primo Ministro” (1923))

Poirot aveva le labbra incorniciate da sottili e curatissimi baffi; i capelli sempre lucidi e neri. Il suo abbigliamento è sempre stato rigorosamente preciso e perfetto; secondo lui l’uso della violenza sminuisce la grandezza umana; come investigatore ha un fiuto straordinario tanto da risolvere i casi più intricati. Ha un sistema di indagine che rispecchia la sua personalità: ordine e metodo.

Fra la prima e la seconda guerra mondiale, Poirot viaggiò in Europa e nel Medioriente 🗺 per investigare su crimini e omicidi. Nel Medioriente risolse i casi narrati in Poirot sul Nilo ⛴Non c’è più scampo e La domatrice. Per attraversare l’Europa nel viaggio di ritorno si serve del treno ove ha luogo l’Assassinio sull’Orient Express 🚂. Tra i molti casi risolti a volte la pietà di Poirot permette ad alcuni criminali di farla franca come nel caso della contessa Vera Rossakoff; non protegge mai gli assassini, ad eccezione di quello del caso in Assassinio sull’Orient Express dove la particolare natura dell’omicidio pone Poirot, per la prima e unica volta, in condizioni di dover insabbiare la causa. Il suo ritiro dalle scene è con L’assassinio di Roger Ackroyd e lo stesso Poirot commenta che si è ritirato in campagna per coltivare zucche (zucche buonissime con le quali inizia a cucinare fantastici tortelli ripieni con zucca, amaretti e mostarda di mele). Poirot risulta essersi già ritirato all’epoca di Tragedia in tre atti, ma ripetutamente viene coinvolto nella risoluzione di nuovi casi. La Christie non ha mai stabilito, volutamente, una cronologia dettagliata dei suoi casi. Dopo il suo pensionamento la sua fama inizia a declinare al punto che il suo nome non è più riconosciuto dai personaggi dei racconti, in particolare:

«Madame, le dirò qualcosa in più su di me. Io sono Hercule Poirot. – Questa rivelazione lasciò Mrs Summerhayes senza reazione. – “Che nome grazioso,” disse quella gentilmente. “Greco, non è vero?” »
(Fermate il boia, capitolo 4)
«lo conosco, non era in grado di rimanere lontano troppo a lungo dal quartier generale »
(Hastings, cap. 1 di Poirot e i quattro)

Negli ultimi anni prima della sua scomparsa è comunque impegnato in alcuni casi come Tragedia in tre attiAlla derivaDopo le esequie e Poirot si annoia. In Macabro quiz entra in scena a metà del racconto. Poirot sul finire della sua carriera trascorre la maggior parte del suo tempo libero a riflettere su famosi casi irrisolti dalla polizia e a leggere racconti polizieschi da cui trarrà preziosi spunti per creare casi da mettere in scena successivamente… Coglie anche l’occasione per scrivere un libro nel quale cita altri scrittori come Edgar Allan Poe. In assenza di enigmi del suo livello, risolve problemi domestici come la presenza di tre pezzi di buccia d’arancia nel suo ombrello o quello della sua misteriosa vicina di casa che buttava la spazzatura in modo strano…

La morte sul palcoscenico (solo sul palcoscenico!!!)

La sua ideatrice già negli anni ’40 aveva pensato alla sua fine… ma di fatto l’ha portata sul palco solamente nel 1976! Nell’ultimo atto Poirot sembra morire a seguito di complicazioni cardiovascolari, proprio alla fine del racconto Sipario che ha appunto per sottotitolo L’ultimo caso di Poirot. Questa morte improvvisa, quanto strana, è piena di interrogativi, dovuti sia al fatto che Poirot in quel eacconto commette un omicidio, ovvero uccide un potenziale serial killer (non è però il suo primo ed unico “omicidio” in quanto alla fine del libro Sipario nelle memorie che Poirot lascia a Hastings si scopre che quando era poliziotto in Belgio uccise accidentalmente un ladro colto in flagranza di reato). L’azione compiuta crea a Poirot, un senso di colpa che lo dovrebbe fatto sembrare improvvisamente vecchio, malato e depresso fino a condurlo alla morte. Sempre in Sipario si rivela che Poirot soffriva di artrite. Le sue ultime parole sono “Cher ami!” rivolte al capitano Hastings. Poirot verrebbe sepolto a Styles Court, dove tutto aveva avuto inizio. Vi sono fatti molto strani però: il funerale viene organizzato dal fedele amico Hastings in gran riseratezza… tutte le operazioni sono compiute dal suo amico di fiducia e nessuno potrà mai vedere il corpo di Poirot esanime, per un ultimo saluto…

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Poirot non era un uomo molto alto e stranamente la sua bara era molto lunga rispetto alla sua statura… egli era dotato di calma, riflessione e precisione strano che il comandante Hastings potesse avere compiuto una tale svista a sgarbo del suo amico…

Monsieur Poirot ha sempre affermato di essere perfetto e gli amici più stretti, pochissimi, sostenevano che fosse impossibile collocarlo nel tempo e nello spazio… i suoi mille volti ne sono la prova…

Oggi, dopo 40 anni o forse più, è inaspettatamente come sotto lo hanno recentemente fotografato, sempre alla ricerca di misteri…

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Nel suo particolarissimo ed unico bistrot,  aperto ormai da tanti anni nel cuore di Parigi,  vicino a Montmartre,  si diletta ad organizzare perfette ed intriganti cene…

Le cene con “delitto”

Intrattenere ludicamente i clienti con intricati casi polizieschi è una vera arte. Non tutti sanno a chi appartenga realmente il Poirot Bistrot in cui si organizzano cene con delitto, coinvolgendo gli ospiti in un intrigante gioco, che li vedrà protagonisti. Le serate, ognuna diversa dalla precedente, consiste in una cena durante la quale un gruppo di attori insospettabi metterà in scena un vero e proprio giallo, alternando l’evolversi della storia alle portate eccellenti servite dallo chef stellato del ristorante. I commensali, nel corso della serata, dovranno risolvere il caso mettendo insieme gli indizi forniti e interrogando i sospettati. una raccolta di “Poirot murder mystery” tra piatti unici e golosi, quali:

la Raclette, il Gratin dauphinois, la Soupe à l’oignons, la Ratatouille e che dire delle Moules frites, poi chi non conosce il Foie gras e ancora… le Escargots de Bourgogne, per arrivare al piatto forte di Poirot, le Cuisses di grenouilles…

Per finale un dolce unico creato dal Pasticciere di Poirot, sotto la sua supervisione, e chiamato, non a caso,  le Crêpes alla Hercule: un piatto tradizionale nato tra il confine franco-belga (provenienza di sua nonna Marie), ma ora famoso in tutta la Francia! Perla dei piatti e dei dolci tipici francesi grazie al quale è possibile finire una intera cena (solo dopo aver scoperto l’identità dell’assassino) avendolo come dolce; un millefoglie di crêpes con burro alla panna, zenzero e marmellata o addirittura al Grand Marnier… ricoperte da more fresche.

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Il caffè Poirot è sempre offerto dal Bistrot!!!

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Il ristorantino, 25 posti al massimo, apre al mattino per le colazioni, serve pranzi eccezionali ed alla sera il sempre presente monsieur Poirot serve cene con delitto veramente uniche e talvolta con veri e propri omicidi… ma questa è un’altra storia…

Unica nota, forse dolente, è il conto un po’ salato (ma nemmeno troppo)… comunque ne vale sempre la pena!!!

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