🍀 Le storie de “l’erba voglio”☘

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🍀 L’erba voglio che non cresce nemmeno nel giardino del Re! ☘

C’era una volta un re che diceva sempre voglio, voglio e non diceva mai per favore. Un giorno mentre passeggiava nel bosco incontrò un’erba che aveva dei fiorellini gialli tanto carini.
Quei fiorellini gialli piacquero moltissimo al re, che pensò:
“Quest’erba fa dei fiori molto più belli di quelli del mio giardino. Non è giusto che sia qui nel bosco.”
Il re comandò subito al suo seguito: “Voglio che quell’erba sia portata nel giardino reale e messa sotto la mia finestra, perchè voglio vedere i fiorellini gialli la mattina quando mi sveglio. Voglio che il real giardiniere venga immediatamente qui a prendere l’erba e la trapianti subito nella reggia.”

E così fu. Ma le cose non andzrano come il re voleva: nel trasporto dal bosco ai giardini reali i fiorellini gialli si staccarono dall’erba ed anche quando l’erba fu trapiantata i fiorellini gialli non crescevano.
Tutte le mattine il re, quando si svegliava, apriva la finestra e guardava se l’erba aveva fatto i fiorellini gialli, ma non si vedevano neppure i boccioli. Il re si metteva a strillare:
“Voglio i fiorellini gialli, che mi piacciono tanto! Voglio i fiorellini gialli, che mi piacciono tanto! Voglio che il giardiniere venga qui immediatamente!
Voglio che l’erba sia innaffiata tutti i giorni, anzi due volte al giorno, voglio che gli sia messo il miglior concime, voglio i fiorellini gialli”
Il povero giardiniere faceva di tutto, ma i fiorellini gialli non crescevano.
Il re disperato fece un bando in cui si diceva che chi sarebbe stato capace di far crescere i fiorellini gialli, sarebbe stato nominato principe.
Vennero giardinieri da tutte le parti del mondo. Il re li portava nel giardino e gli diceva:
“Voglio che quell’erba faccia i fiorellini gialli: mi piacciono tanto! Fate di tutto per farli crescere! Se ci riuscite diverrete un principe.”
I giardinieri non ottenevano nessun risultato e l’erba stava cominciando a seccarsi. Il re si disperava sempre di piu’ ma non sapeva che fare.
Un giorno arrivò a palazzo uno strano personaggio con un cappello alto alto che disse al re:
“Io sono il mago Babalù e so come far crescere l’erba che fa il fiorellini gialli.”
“Voglio saperlo! Voglio saperlo!” gridò subito il re.
Il mago sorrise:
“Non so se vostra maestà ne sara’ capace. Bisogna chiedere all’erba di crescere sempre per favore e non bisogna mai dire ‘voglio’ in sua presenza, né all’erba, né a nessun altro. Non appena l’erba sente ‘voglio’, smette di crescere, anche se sta nei giardini del re.”
Il re dapprima si arrabbiò moltissimo; pensò:
“A sentire questo insolente non dovrei dire ‘voglio’. Io che sono il re! Che sono diventato re a fare, se non posso nemmeno dire ‘voglio’ in presenza di un erba. E poi l’erba sta proprio sotto le mie finestre: non potrei mai più dire ‘voglio’ a nessuno. No, non ne sarei capace!”. Il re stava quasi per comandare: “Guardie, voglio che
prendiate il mago Babalù e gli tagliate la testa! Voglio che impari che non si parla così ad un re.”, quando si rese conto che, se faceva così, non avrebbe mai più visto quei bei fiorellini gialli: gli venne quasi da piangere. Cercò di calmarsi e disse:
“Mago Babalu’, ti ringrazio moltissimo dei tuoi consigli, mi sei stato davvero utilissimo. Se quello che hai detto e’ vero, voglio, anzi desidero che tu sia nominato principe; ma sta attento: se mi hai mentito ti taglio subito la testa!”.
Finite le udienze il re uscì di corsa ed andò subito nel giardino dall’erba e le disse:
“Erba, erbuccia mia, vuoi fare per favore quei fiorellini gialli che a me piacciono tanto? Ti innaffierò quando vorrai e ti porterò i migliori concimi.”
Il re ebbe l’impressione che l’erba annuisse.
La mattina dopo, quando il re si affacciò alla finestra, vide che l’erba aveva fatto dei bellissimi fiorellini gialli. Il re fu contentissimo: nominò principe il mago Babalù e gli fece sposare una sua figlia. Si fece una grande festa, che durò tre giorni: da tutte le parti del regno vennero principi e principesse, baroni e baronesse, dame e cavalieri. Da quel giorno in poi il re non disse mai più voglio e fu sempre gentile con tutti.

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👑 Il Re e l’erba voglio! 🌿

C’era una volta il regno incantato di “Voglio Volere”.
Il suo re era un’uomo molto viziato avido e tiranno, infatti, ogni suo desiderio veniva esaudito dai servi di corte.
Il re diceva “voglio da bere” e subito arrivavano i servi con bevande di tutti i tipi.
Il re diceva “voglio del cibo” e i servi accorrevano portando ogni ben di Dio.
Il re desiderava un duello d’onore e l’indomani il duello veniva organizzato, magari fra due poveretti che neppure si conoscevano.
Un giorno il re disse ai suoi servi che sarebbe stato felice di ospitare per cena una fanciulla che lo amasse;
i servi si guardarono un po’  sbigottiti e poi dissero ” Certo sua maestà sarà fatto”.
I servitori, la sera, portarono a corte una ragazza che cenò col re ma nel momemnto in cui le venne posta la fatidica domanda “Mi ami” la fanciulla rispose “come faccio ad amarla, mio sire, l’ho appena conosciuta”.
Il re rimase di sasso e la cacciò e così fece con le altre 25 fanciulle che ospitò per cena, tutte cacciate dopo la fatidica domanda.
Ormai disperato, decise di chedere aiuto al mago di corte e un giorno, mentre si stava facendo portare a spasso sulla lettiga, chiese allo stregone di trovargli un incantesimo che gli permettesse di avere tutto ciò che voleva.
Il povero mago cercò spulciando su tutti i libri di magia che possedeva senza però trovare quello che gli era stato ordinato; Come fare adesso?
Quando il re fu informato dell’insuccesso del mago andò su tutte le furie e lo fece giustiziare per non averlo accontentato.
Un giorno si presentò a corte un’astuta volpe che chiese di poter parlare con il re.
Questi la fece entrare e le diede udienza.
“Dimmi volpe cos’è che hai da dirmi di tanto urgente da distrarmi dal mio pranzo?”
La volpe rispose: ” L’altra mattina ero al mercato e per puro caso ho udito il desiderio da voi richiesto al vostro mago, è stato forse esaudito?”
Il re disse: “non ancora, ma sono sicuro che ci stanno lavorando gli altri tre maghi di corte, sai non amo i no come risposta.”
“L’avevo intuito mio Sire” disse la volpe “è per questo che ho portato qua da voi oggi la soluzione a tutti i vostri problemi!”

“sentiamo dunque qual è questo prodigio?” disse il re con aria dubbiosa.
La volpe pronta rispose “vedete dentro questo sacchetto ci sono i semi di una rara qualità di erba, L’ERBA VOGLIO, che se piantata nel vostro giardino, vi farà essere un re degno del regno di “VOGLIO VOLERE” in quanto una volta cresciuta, bollita in una pentola, vi farà avere tutto ciò che desiderate, anche il vero amore!”

Il re stolto comperò tutto il sacchetto pagandolo 1000 monete d’oro, un prezzo spropositato all’epoca.
Mentre la volpe lasciava il paese di VOGLIO VOLERE a gambe levate sua Maestà fece piantare l’erba nel giardino del castello una prima volta, una seconda e una terza fino ad esaurire tutti i semi ma l’erba non crebbe mai.


🌿 L’erba voglio e il vecchio mago 💫

C’era una volta un Re che viveva nel suo bellissimo Castello con la moglie, la Regina e il suo figlioletto di 4 anni, Nicolas. Il Principino era molto viziato, ogni giorno pretendeva che il Re gli procurasse nuovi giocattoli ma più giocattoli questi gli facesse pervenire a corte più Nicolas ne voleva, a tal punto che il suo gioco principale non era giocarci ma romperli, pretendendone così sempre di nuovi.

“Voglio una nuova macchinina”; “Voglio un nuovo triciclo”; “Voglio un nuovo trenino”. Voglio, voglio, voglio, il principino ogni giorno chiedeva questo al papà. Il Re, per accontentarlo, faceva sempre pervenire alla Reggia tutto quello che lui chiedeva, ma pur avendo di tutto Nicolas non era felice, non era capace a giocare!

Tutti i sudditi del paese sapevano che il Re non era capace di farsi ubbidire dal figlio e, pur rispettandolo e amandolo molto, criticavano questo suo modo di comportarsi.

Un giorno arrivò al Castello un vecchio saggio, spacciandosi per un Mago e propose al Re che poteva aiutarlo, seminando nel suo giardino un’erba magica, “l’Erba Voglio”.

Gli promise che, una volta cresciuta, al principino bastasse mettersi vicino a questa e gridare a voce alta quello che desiderava e in pochi secondi l’avrebbe vista apparire. Quale miglior proposta potevano fare al Re! Non doveva più badare ai capricci del figlio, non doveva più mandare i suoi maggiordomi a cercare questo o quell’altro giocattolo. Il Re accettò volentieri l’offerta. Il vecchio vangò a mano un pezzetto di prato, seminò l’erba magica e ogni giorno venne al Castello a bagnarla.

Quando questa fu cresciuta il vecchio annunciò al Re che il suo lavoro era finito, ora il giardiniere del castello non doveva far altro che bagnare e tagliare l’erba, una volta cresciuta.  Quando il Re volle ricompensare il vecchio questi rifiutò dicendogli che non voleva essere pagato, che lo rispettava e che questo era un suo regalo.

Dopo averlo ringraziato e congedato il Re pensò di chiamare il figlioletto spiegandogli quello che doveva fare ma, curioso e con il desiderio di aumentare le sue ricchezze, si mise di fronte al prato, guardandosi bene attorno che nessuno le vedesse e sentisse e cominciò a gridare “Voglio una carrozza tutta d’oro”, aspettò ma non successe niente. Convinto di aver chiesto troppo gridò “Voglio un baule di pietre preziose”. Ma anche questa volta non apparì nulla. Continuò a fare diverse richieste ma non successe mai niente. Capì così di essere stato imbrogliato dal vecchio, che l’Erba Voglio non esisteva.

Dopo un attimo di collera e di astio verso il vecchio che lo aveva preso in giro capì la lezione, se i suoi desideri fossero stati esauditi non si sarebbe mai fermato, avrebbe voluto sempre di più. Ed era esattamente quello che lui faceva con Nicolas, lo esaudiva sempre e questi pretendeva sempre qualcosa di diverso. Da quel momento cominciò a dire “No” al figlio che, sorpreso da questo cambiamento ma amando molto il padre, non osò replicare.

Da allora imparò a ubbidire e a giocare con quello che possedeva, si fece degli amici e imparò che giocare è bellissimo.

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🌱 L’erba voglio di Jean Jean 🌼

C’era una volta un bambino di nome Jean Jean  che come tanti desiderava tutto quello che vedeva: un pallone, un materassino da mare, un pappagallo che parlava, un fratello grande con cui giocare a pallone. Aveva una fantasia così sfrenata che pensava tanto e desiderava tutto – e lo voleva subito. Non capiva perché quando chiedeva una cosa i grandi gli rispondevano che l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re. Lui sapeva che nel paese in cui viveva c’era un presidente e quindi niente re, e niente giardino dove cercare l’erba voglio. Però a scuola avevano detto che i semi delle piante erano portati in giro dal vento e così il bambino prese un bel vaso e lo mise sul terrazzo. La mamma pensava che fosse una ricerca per la scuola, un esperimento per far crescere fagioli, e non si preoccupò. Lui intanto annaffiò e aspettò, annaffiò ancora e alla fine pensò che forse c’era bisogno delle proprietà chimiche del volere tutto e quindi sputò nel vaso. Pensò e sperò così intensamente che alla fine nacque una strana pianta con solo tre foglie.  Ma come  funzionava l’ erba voglio? Decise di mangiare una foglia e da quel momento i suoi pensieri iniziarono a trasformarsi subito in realtà. Solo che i suoi desideri apparivano nei luoghi più impensati: le pinne in frigorifero, il gelato nelle ciabatte di nonna, l’acquario nella macchina di papà. Quando le cose che desideriamo si materializzano immediatamente i guai che possono accadere sono impensabili: i leoni che si aggirano per il quartiere, eroi  dei fumetti che si sfidano in camera sua. Decise allora di mettere fine a questo pandemonio e desiderò che la pianta dell’erba voglio si trasformasse in una pianta di fagioli…

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🎶 Filastrocca: L’erba voglio 🌿

L’erba voglio, si dice, non c’è
nemmeno nel giardino del re
(ci sono ancora dei re?)
ma nemmeno, tenetelo a mente,
in quello del presidente.
Né tanto meno si trova
in quello del dittatore.
E in quello del Papa? Nemmeno
(voi credevate magari
che ne fosse strapieno).
È una cosa molto seria:
quell’erba che servirebbe
per fare quello che si vuole
non c’è, o c’è solo a parole.
Ma è vero che non esiste?
Sapevo di una vecchina
che ne aveva una fogliolina.
Si chiamava Santuzza
e ne aveva una fogliuzza.
Stava al numero tre.
Andate a veder se c’è.


MORALE?
Ci sono certe cose 
nella vita 
che non si possono 
comperare col danaro 
o ottenere con la tirannia.
L'ERBA VOGLIO NON 
CRESCE NEPPURE NEL 
GIARDINO DEL RE!

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