🌠 La signora delle stelle! 🌟🌟🌟

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☄Margherita Hack naque a Firenze, 12 giugno 1922 ed è deceduta a Trieste, 29 giugno 2013, all’età di 91 anni.

Margherita Hack è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana contemporanea ed è nota a livello mondiale per gli importanti studi da lei svolti nell’ambito dell’astrofisica. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle.

Il padre di Margherita, Roberto Hack, era un contabile fiorentino di origini svizzere di religione protestante. La madre, Maria Luisa Poggesi, toscana, era di religione cattolica e diplomata all’Accademia di Belle Arti e miniaturista alla Galleria degli Uffizi. Entrambi i genitori avevano abbandonato la loro religione d’origine per aderire alla Società Teosofica Italiana, per la quale Roberto Hack fu per un certo periodo segretario sotto la presidenza della contessa Gamberini-Cavallini. Non simpatizzanti del regime fascista sono stati vittime di discriminazioni.
Margherita Hack, dopo aver compiuto gli studi (senza sostenere gli esami di maturità a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale) presso il Liceo Classico “Galileo” di Firenze, si laureò in fisica nel 1945 con una votazione di 101/110 con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi, realizzata sempre a Firenze presso l’osservatorio di Arcetri quando ne era direttore Giorgio Abetti, che per lei restò sempre un modello di scienziato, insegnante e gestore di un centro di ricerca scientifica.
In realtà doveva specializzarsi in elettrostatica, ma trovava il tema piuttosto noioso e decise di chiedere una tesi in astronomia.
«Quando preparavo la tesi di laurea, a Firenze, durante la guerra, si poteva fare un buon lavoro anche con telescopi di 30-40 centimetri di diametro e con osservatori in città. Non c’era inquinamento luminoso, allora. Era ancora fresca la scoperta dell’espansione dell’Universo, frutto delle osservazioni di Edwin Hubble nei primi anni Trenta. Ma non si conosceva nulla o quasi dell’evoluzione di stelle e galassie. E si usavano le lastre fotografiche».
In gioventù la Hack, oltre alla pallacanestro, praticò con successo l’atletica leggera. Fu campionessa di salto in alto e in lungo in campionati universitari (sotto il regime fascista si chiamavano Littoriali)
Ricordando la sua adolescenza disse: “Si era tutti nazionalisti, si andava alle adunate, si faceva sport, ci si divertiva un mondo. Sono stata fascista fino al 1938, fino al giorno in cui entrarono in vigore le leggi razziali”
Il 19 febbraio 1944, seppur all’inizio riluttante dato il suo ateismo, sposò con cerimonia religiosa, nella chiesa di San Leonardo in Arcetri, il letterato Aldo De Rosa suo compagno sino alla fine dei suoi giorni.
È morta il 29 giugno 2013, alle ore 4:30 del mattino, all’ospedale di Cattinara a Trieste, dove era ricoverata da una settimana per problemi cardiaci; da circa due anni accusava problemi di natura respiratoria e motoria. Il marito, Aldo De Rosa, è morto invece il 26 settembre 2014, per complicazioni legate alla malattia d’Alzheimer. Entrambi riposano nel cimitero Sant’Anna di Trieste.

Album di Margherita Hack

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Attività scientifica

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Ha occupato la cattedra di professore ordinario di astronomia all’Università di Trieste dal 1964 al 1º novembre 1992, anno nel quale fu collocata “fuori ruolo” per anzianità.

È stata la prima donna italiana a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, portandolo a rinomanza internazionale.

Margherita Hack è stata anche direttore del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997. È stata un membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei (socio nazionale nella classe di scienze fisiche matematiche e naturali; categoria seconda: astronomia, geodesia, geofisica e applicazioni; sezione A: Astronomia e applicazioni).

Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA. In Italia, con un’intensa opera di promozione ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell’utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale.

Ha pubblicato numerosi lavori originali su riviste internazionali e numerosi libri sia divulgativi sia a livello universitario. Margherita Hack nel 1978 fondò la rivista bimensile L’Astronomia il cui primo numero vide la luce nel novembre del 1979; successivamente, insieme con Corrado Lamberti, diresse la rivista di divulgazione scientifica e di cultura astronomica Le Stelle.

Nel 1994 ha ricevuto la Targa Giuseppe Piazzi per la ricerca scientifica.

Nel 1995 ha ricevuto il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica.

La Hack era convinta che esistessero altre forme di vita nella galassia, ma che per problemi legati alla lontananza con esse, non avremmo mai potuto stabilire un contatto. Fu sempre scettica invece riguardo agli UFO nei cieli, definendoli “bischerate”.

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«È l’icona del pensiero libero e dell’anticonformismo»

Diceva di lei il prof. Umberto Veronesi

Impegno Sociale e Politico

Margherita Hack era molto nota anche per le sue attività non strettamente scientifiche e in campo sociale e politico.

Era atea, non credeva in nessuna religione o forma di soprannaturalismo.

Riteneva inoltre che l’etica non derivasse dalla religione, ma da “principi di coscienza” che permettono a chiunque di avere una visione laica della vita, ovvero rispettosa del prossimo, della sua individualità e della sua libertà.

Avversa a ogni forma di superstizione, comprese le pseudoscienze, dal 1989 fu garante scientifico del CICAP e, dal 2002, presidente onoraria dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti;

dal 2005 si iscrisse all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. È stata iscritta al Partito Radicale Transnazionale.

Si è candidata alle elezioni regionali del 2005, in Lombardia, nella lista del Partito dei Comunisti Italiani ottenendo 5.634 voti nella città di Milano. Dopo la sua elezione ha ceduto il seggio a Bebo Storti.

Si schierò nuovamente nelle elezioni politiche del 2006 con il Partito dei Comunisti Italiani: candidata in molteplici circoscrizioni della Camera, ma, eletta, rinunciò al seggio ottenuto per continuare a dedicarsi all’astronomia.

Il 22 ottobre 2008, durante una manifestazione studentesca, in Piazza della Signoria a Firenze, tenne una lezione di astrofisica anche con un veloce accenno agli esperimenti eseguiti al CERN sul bosone di Higgs, preceduta da una discussione contro la legge 133/08 (ex-decreto legge 112, rinominato “decreto Tremonti”).

Il 21 marzo 2009, si candidò nella Lista Anticapitalista per le elezioni europee di giugno come capolista nella Circoscrizione Isole e nella circoscrizione Nord-Ovest. In quella circostanza non fu eletta perché la lista non superò la soglia del 4%.

Nel novembre 2009, in una lettera aperta sulla rivista MicroMega, criticò l’allora Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi nel merito dei procedimenti giudiziari in cui era coinvolto e al suo presunto tentativo di eluderli.

Durante le elezioni regionali del 2010 si presentò tra le file della Federazione della Sinistra e risultò eletta nel Lazio nella Circoscrizione di Roma, con oltre 7000 preferenze. Nella prima seduta del Consiglio si dimise per lasciare il seggio agli altri candidati della lista.

Il 12 novembre 2011 prese la tessera del partito politico Democrazia Atea, con cui si candidò alle elezioni politiche del 2013 come capolista alla Camera nella circoscrizione Veneto 2.

Nell’ottobre 2012 dichiarò di appoggiare Nichi Vendola alle elezioni primarie del centrosinistra mentre al ballottaggio, una volta rimasti solo Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi, si è espressa in favore di quest’ultimo.

Ad aprile 2013 entrò a far parte del comitato “Emma Bonino presidente” insieme a nomi illustri italiani quali Renzo Arbore, Toni Garrani, Anna Fendi, Alessandro Pace, Stefano Disegni al fine di promuovere la candidatura di Emma Bonino come Presidente della Repubblica Italiana.

Per la ricerca sul nucleare

Sul tema della questione energetica, Margherita Hack si è espressa contro la costruzione di centrali nucleari in Italia, ma a favore della ricerca sul nucleare, spiegando che l’Italia attualmente non è in grado di mantenere delle centrali e che l’Italia è un paese poco affidabile. La Hack sostenne l’esistenza di «una paura irrazionale, anche scientifica, per l’energia nucleare», che però «inquinerebbe molto meno dell’energia a petrolio, a metano e a carbone, a cui dovremmo comunque ricorrere». Sottolineò anche l’importanza della ricerca in questo campo e la necessità di “sviluppare al massimo le energie rinnovabili” che contribuiscono a soddisfare parte del fabbisogno energetico.

Il 12 agosto 2010 Margherita Hack è stata premiata a Torre del Lago Puccini come “Personaggio gay dell’anno” per la sua attività a favore dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. In quell’occasione dichiarò che «da parte di altri paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos’è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, ma la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos’è il rispetto della libertà altrui».

La Hack riteneva l’eutanasia un diritto, un modo per sollevare dalla pena un uomo che soffre. Nel 2011 ha sottoscritto il proprio testamento biologico.

Per i diritti degli animali

È stata un’animalista convinta e una vegetariana sin da bambina, grazie ai suoi genitori,  anch’essi vegetariani. Riguardo alla carne, dichiarò: «Non la mangerei mai, perché mi sembra veramente atroce uccidere milioni e milioni e milioni di animali… è veramente un’ecatombe ogni giorno sulla terra».

Per l’italiano nelle Università

Nella sua ultima intervista, rilasciata a Giorgio Pagano dell’Associazione Radicale Esperanto l’8 giugno 2013, ha espresso la sua contrarietà all’utilizzo esclusivo e obbligatorio della lingua inglese nelle università italiane dichiarando: «Secondo me non bisogna abbandonare la propria lingua, certi concetti si possono esprimere solo quando una lingua si conosce molto bene come la propria».

Tra le altre cose:

Pur essendo lontana dal mondo della musica, dietro richiesta del cantautore romano Stefano Pais suo amico, nel 2006 ha accettato di scrivere il testo per il brano Questo è il mondo, col quale lo stesso Pais si candidava a partecipare al Festival di Sanremo dell’anno seguente. Il brano non è poi stato selezionato per la fase finale della manifestazione: la Hack non ha nascosto il suo assoluto disinteresse per l’esito della selezione e per il Festival in generale, avendo così un battibecco in diretta con Pippo Baudo. Il brano è stato comunque inciso da Pais.

MORTA MARGHERITA HACK

Questo è  il mondo secondo Margherita…  ascolta la canzone

🎼 clicca qui 🎸

Onorificenze e riconoscimenti

Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: «per il costante e instancabile impegno profuso nella ricerca scientifica e al servizio della società, che la rende esempio di straordinaria dedizione e coerenza per le giovani generazioni».
— Roma, 28 maggio 2012

Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e della cultura: 27 maggio 1998

Civica benemerenza del comune di Trieste: «Per l’impegno scientifico, il lavoro all’Università di Trieste, all’Osservatorio astronomico, che Margherita Hack ha diretto dal 1964 al 1987, facendolo diventare un punto di riferimento a livello internazionale, e l’impegno civile e politico nella vita pubblica».
— 4 febbraio 2011

L’asteroide 1995 PC: scoperto da Andrea Boattini e Luciano Tesi, è stato denominato “8558 Hack” dall’Unione Astronomica Internazionale.

Cittadinanza onoraria dei comuni di Castelbellino, di Medicina e di San Casciano in Val di Pesa.

Insignita con la Targa Giuseppe Piazzi, nel 1994 a Palermo, per i suoi contributi alla ricerca scientifica nell’ambito dell’astrofisica.

La via del Planetario di Reggio Calabria le è stata recentemente intitolata.

Il lavoro e la vita, un tutt’ uno 

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Inaugurazione dell’Osservatorio astronomico di Arcetri il 27 ottobre 1872

I suoi esordi dopo la laurea iniziano, come succede oggi, con periodo di precariato come assistente presso lo stesso Osservatorio e come insegnante presso l’Istituto di Ottica dell’Università di Firenze.

Nel 1947 la Ducati, industria milanese che inizia a occuparsi di ottica, le offre il primo impiego. Margherita accetta, si trasferisce con la famiglia, ma dopo un solo anno sente l’esigenza di tornare al “suo” ambiente universitario, a Firenze.

Il suo lavoro comunque decolla presso l’Osservatorio astronomico di Arcetri, luogo presso il quale iniziò a occuparsi di spettroscopia stellare, destinata a diventare il suo principale campo di ricerca. Proprio ad Arcetri, l’eredità di Galileo Galilei – che lì era morto dopo la condanna agli arresti domiciliari da parte del Sant’Uffizio per le sue idee sull’eliocentrismo – influenzò enormemente l’intera attività di studio della Hack, cosa che lei stessa dovette ammettere in seguito.

Nel 1944, come detto, sposò Aldo De Rosa, conosciuto anni prima, da giovane, in un parco di Firenze: i due furono marito e moglie per oltre settant’anni fino al giorno della sua morte.

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Margherita e Aldo, 60 anni sempre insieme.

Appoggiata e spinta del marito, inizia la sua attività di divulgatrice scientifica, collaborando con la carta stampata. Nel 1954 si trasferì all’Osservatorio di Merate, una succursale dello storico Osservatorio di Brera, poi nel 1964 a Trieste, dove iniziò a lavorare alla radioastronomia, lo studio delle stelle nella gamma delle onde radio.
Nello stesso periodo tenne corsi di astrofisica e di radioastronomia presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Milano. Iniziò a collaborare con università straniere in qualità di ricercatore in visita e, accompagnata dal marito, che la seguiva in ogni spostamento, collaborò con l’Università di Berkeley (California), l’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l’Institut d’Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda) e l’Università di Città del Messico, arrivando a pubblicare oltre 250 lavori originali su riviste internazionali: il trattato Stellar Spectroscopy, scritto a Berkeley nel 1959 assieme a Otto Struve (1897-1963),  è considerato ancora oggi un testo fondamentale.

Enorme fu lo sviluppo delle attività didattiche e di ricerca che Margherita Hack promosse all’Università di Trieste, dove diede vita nel 1980 ad un “Istituto di Astronomia” che fu poi sostituito nel 1985 da un “Dipartimento di Astronomia”: la scienziata ne fu direttrice fino al 1990, diventando così la prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico.

Alla sua morte,  Stefano Borgani, direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste,  disse: «Margherita Hack è stata Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987. Durante questo lungo periodo ha trasformato questo Osservatorio da un piccolo Istituto “di provincia” a un Istituto esposto alla ricerca astronomica internazionale ed ai grandi progetti di punta. Credo che il miglior modo di ricordarla sia prendendo su tutti noi dell’Osservatorio di Trieste la responsabilità di portare avanti il suo insegnamento, la sua lezione di rettitudine morale, la sua inflessibile onestà intellettuale e passione per la ricerca».

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Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (S.I.S.S.A.)

Dal 1982 Margherita Hack ebbe una stretta collaborazione con la sezione astrofisica della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (S.I.S.S.A.).
Durante gli anni trascorsi all’Osservatorio di Trieste, la Hack intraprese con successo anche la carriera di divulgatrice scientifica, diventata negli anni la sua più importante attività attraverso pubblicazioni per il grande pubblico, conferenze, partecipazioni televisive.
Margherita Hack ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista bimensile L’Astronomia di cui è stata a lungo direttore, e successivamente diresse la rivista di divulgazione scientifica e cultura astronomica Le Stelle.

Margherita Hack si è spenta il 29 giugno 2013 a Trieste dopo una settimana di ricovero in ospedale: lo stesso ricovero fu tenuto segreto per volontà della scienziata che inoltre chiese di essere sepolta nel cimitero di Trieste senza alcuna funzione né rito, ma con una cerimonia esclusivamente privata. Per rispettare le sue volontà, non furono resi pubblici né il giorno né l’orario della sepoltura.

Con il suo volto hanno giocato in tanti, sempre con rispetto ed anche grande sensibilità e lei si divertiva un mondo…

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