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Ultime recensioni 📄 di giajr:

Maria Maddalena

Maria Maddalena film 2018.jpg

Un film di Garth Davis. Con Rooney Mara, Joaquin Phoenix, Chiwetel Ejiofor, Tahar Rahim, Shira Haas.

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Titolo originale Mary Magdalene. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 120 min. – Gran Bretagna 2018. – Universal Picturesuscita giovedì 15 marzo 2018.

Maria di Magdala e Giuda le storie vere Valutazione 4 stelle su cinque

di giajr

Feedback: 827 | altri commenti e recensioni di giajr

venerdì 16 marzo 2018
 Un film che fornisce una necessaria e doverosa rilettura della storia.

E proprio grazie a questa operazione di correzione, si rende necessaria una recensione impostata in modo diverso rispetto ad una tradizionale trattazione.

Simbologia pulita, fedele in ogni riferimento che ne consente l’introduzione di questa figura (la simbologia, appunto)…

Maria di Magdala la prima femminista del cristianesimo…

Maria di Magdala l’apostolo degli apostoli…

Giuda, un uomo sofferente ma buono…

ANDIAMO CON ORDINE:

La società ebraica di quel tempo (33 Dopo Cristo): un perfetto parallelismo con la società islamica/musulmana di oggi: la donna velata, la donna di proprietà del marito o del padre o dei fratelli con tutti gli usi ed abusi correlati…

Fu Gregorio Magno a definire Maria di Magdala, arbitrariamente, una prostituta ma studiando i Vangeli si capisce che non è per niente così…
Maria è citata solo dodici volte nei Vangeli canonici e mai da Paolo.

Nel giugno 2016 Papa Francesco ha elevato il giorno della celebrazione di Maria di Magdala da “memoria” a “festa”, il medesimo trattamento che é riservato ai dodici apostoli. Il motivo di questa decisione risiede nella necessità di riflettere più profondamente sulla dignità della donna e rafforzarne il ruolo nella Chiesa e nella società; una donna che è stata apostola e già definita da Tommaso d’Aquino “apostola degli apostoli”.

Maria Magdalena non è la prostituta che bagna i piedi di Gesù con le sue lacrime e li asciuga con i suoi capelli, lei è l’apostola  di Gesù,  la più forte e la più decisa.

Colei che aveva abbandonato la casa paterna ed i fratelli, venendo da loro ripudiata, in quanto non accettava di essere data in sposa all’uomo che loro avevano scelto per lei. Colei che non accettava che la donna fosse trattata come un oggetto senza Spirito.

I 12 versetti evangelici che narrano di Maria di Magdala non consentono certo la diffamazione che le aveva attribuito in modo totalmente errato Papa Gregorio Magno nel VI secolo e che ancora oggi nell’immaginario collettivo tutti ripetono.

Nel Vangelo di Luca 8,2-3, Maria di Magdala, detta Magdalena, era una donna benestante assuntasi il compito, insieme ad altre, di sostenere Gesù e i discepoli con i suoi beni come riconoscenza per essere stata guarita da una grave malattia a cui il Vangelo accenna dicendo che da lei «erano usciti sette demoni» (in realtà, si trattava delle crisi isteriche che la coglievano quando il padre ed i fratelli volevano imporle i mariti che sceglievano per lei).

Da allora Maria di Magdala seguì sempre Gesù, fino ai piedi della croce.

Gesù ebbe con lei un rapporto privilegiato, che ai nostri giorni ha ovviamente scatenato una serie di probabili ed umane conclusioni, ma che comunque nulla hanno a che fare con la pratica della prostituzione.

Nel II secolo nel Vangelo apocrifo di Filippo, è scritto (versetto 64): «La compagna del Figlio è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e spesso la baciava sulla bocca».

Il legame, seppur di grande affetto, di Gesù verso Magdalena è comprovato dal fatto che in tutti i quattro Vangeli canonici lei è sempre nominata per prima tra i pochi testimoni ai quali apparve il Risorto.

Nel Vangelo di Giovanni (20,16), nello struggente dialogo della mattina di Pasqua, Gesù il Risorto per farsi riconoscere la chiama per nome: “Maria!” e poi la manda ad annunciare la risurrezione agli apostoli consacrandola per l’appunto “apostola degli apostoli”, non senza il disappunto di Pietro che si domanda perché fosse stata scelta solo lei.

Questa è una delle scene finali del film.

E di Giuda Iscariota, figlio di Simone,  che dire?

Giuda é stato l’apostolo più motivato, quello con la luce della speranza negli occhi… l’uomo di cui Gesù si fidava completamente, che gestiva le finanze di tutti gli apostoli.

L’uomo messo alla prova dalla sofferenza derivante dalla perdita della sua famiglia.

In Gesù, il suo seguace, cercava un segnale della vita eterna, la conferma che il Rabbi fosse l’unigenito figlio di Dio.

Povero Giuda…

Lui ha praticato il suo tradimento nella certezza che il Padre avrebbe comunque salvato suo figlio,  Giuda ne era certo: nulla sarebbe successo!

Giuda é stato, tra tutti gli apostoli, il miglior compagno di Maria di Magdala e lei è stata capace di perdonarlo, così come il Rabbi andava insegnando.

Giuda, subito dopo la crocifissione di Gesù ed il perdono di Maria Magdalena, si uccide impiccandosi.

Il film di Garth Davis è un’opera sapiente, studiata, fedele ed armoniosa.

Fotografia, scenografie, inquadature e musiche sono eccellenti, fluide ed in perfetta combinazione tra loro.

Un film apparentemente lento, ma in realtà solamente riflessivo.

Veramente bravi gli attori ed il doppiaggio ineccepibile.

Una sola pecca: non è un film emozionante che non tocca nel profondo le corde del cuore. Peccato…

Il filo nascosto

PhantomThreadMovie.png
Titolo originale Phantom ThreadDrammatico, Ratings: Kids+13, durata 130 min. – USA 2017. – Universal Pictures

Pacatezza e raffinatezza che ti tengono sul filo

di giajr

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mercoledì 28 febbraio 2018
Pacato e raffinato, ma al contempo stimolante… Sapiente è la capacità nel trattenere l’attenzione dello spettatore. Un film che possiamo paragonare ad un ricamo eseguito da un’abile mano di una anziana signora … assimilabile ad una canzone soft jazz, del tipo blue moon di Billie Holiday, cantata da Frank Sinatra (anni ’50).
Il filo nascosto è un’opera che rimarrà nel tempo e che diventerà sicuramente un film cult. Un’ambigua relazione tra tutti i protagonisti (lui, lei, la sorella, le clienti, il medico), in cui il non detto determina il fulcro del film.
Una NON introspezione che porta ad analizzare i personaggi fino all’ultimo fotogramma; un finale inatteso e non prevedibile sono le due alchimie che possono consentire molteplici chiavi interpretative.
Perché è stato scelto il titolo “il filo nascosto”? sicuramente per i messaggi che l’artista nascondeva nei suoi abiti ma anche quel sottile filo perverso che lega i due protagonisti principali.
Come in tanti film vi è un tema che torna: la vulnerabilità del potente e dell’uomo di successo.
Un film magistrale nella regia, nella fotografia, nella scenografia.
Perfettamente ritagliati i ruoli degli attori calati nei personaggi, in una capacità interpretativa eccellente.
I colori e le luci calde ed avvolgenti si riallacciano al concetto soft jazz/blues cui la forma originale è caratterizzata da una struttura melodica ripetitiva (lo star male del protagonista, la sua debolezza, poi la sua ripresa, la forza e ancora lo star male, la debolezza, la ripresa… e via di questo passo…). Parola di giajr.com

A casa tutti bene

A casa tutti bene conquista la vetta del box office italiano del 19 febbraio

Un film di Gabriele Muccino. Con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino.

Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 105 min. – Italia 2018. – 01 Distribution uscita mercoledì 14 febbraio 2018.

Troppa esasperazione in un film con grandi attese Valutazione 3 stelle su cinque

di giajr

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domenica 18 febbraio 2018
Troppa esasperazione per un film dalle grandi potenzialità.

Un cast veramente eccezionale, nessuno escluso, ottima l’ambientazione e la fotografia.
É il film che in sé e per sé non convince… Sembra qualcosa di già visto, ma soprattutto in più brutto… un po’ di “Parenti serpenti”, un po’ di “Speriamo che sia femmina”… Trama scontata, che scimmiotta gli anni ’90; poi l’isterismo collettivo disegnato addosso un po’ a tutti i personaggi, così come l’emersione dei loro rispettivi segreti o scheletri nell’armadio, che dir si voglia, risultano stucchevoli.
Forse, la volontà di rappresentare la famiglia come un covo di vipere nasce da una personale esigenza del regista e probabilmente dal suo personale vissuto.
Una cosa é certa: tanto dispendio di carte vincenti non è stato sufficiente a rendere questo film il capolavoro che doveva e voleva essere. Parola di giajr.com

Chiamami col tuo nome

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Un film di Luca Guadagnino. Con Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel.

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Titolo originale Call me by your name. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 132 min. – Italia, Francia, USA, Brasile 2017. – Warner Bros Italia uscita giovedì 25 gennaio 2018.

Un film colto e molto gradevole Valutazione 4 stelle su cinque

di giajr

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mercoledì 7 febbraio 2018
La miglior definizione per questa gradevole pellicola è quella di un “film colto”.

Lo sono i dialoghi, le ambientazioni tanto da creare uno scorcio di una Italia del nord che negli anni ottanta non era così facile da trovare (e forse nemmeno adesso).

Un film sicuramente ben fatto, anche se non possiamo non evidenziare la trascuratezza per alcuni particolari che alla fine, davanti ad un occhio attento, si palesano in veri e propri anacronismi (ad esempio,  una Fiat Regata la cui commercializzazione è partita nel 1983 che nel film è invece vecchia e logora…); nulla di grave comunque, che di certo non intacca la valutazione globale del film.

Bravi gli attori inclusi quelli minori, così come la scenografia, fotografia e la regia…

Il film che mi ha ricordato in più momenti qualcosa di già visto, ed in particolare un altro film degli anni ottanta dal titolo “Maurice” (film del 1987 diretto da James Ivory, con James Wilby ed un giovanissimo Hugh Grant)… contesti analoghi che narravano la storia troncata e non sviluppata di un vero amore tra due giovani uomini.

Per un attimo poi, ma solo per pochi istanti, sarà stato per via delle colonne sonore, mi è tornato alla mente un film cult sempre anni ottanta “il tempo delle mele”… ed anche con annesso un Pierre Cosso reincarnato in Oliver…

Comuque, si tratta di un film veramente gentile (d’essai) e con un messaggio sociale che oggigiorno può essere utilmemte ribadito.

…E vuoi vedere che “chiamami con il mio nome”, forse, vince anche un Oscar?

The Post

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Un film di Steven Spielberg. Con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts.

Titolo originale The Post. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 118 min. – USA 2017. – 01 Distribution uscita giovedì 1 febbraio 2018.

Un frammento di storia in un film importante Valutazione 4 stelle su cinque

di giajr

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domenica 4 febbraio 2018
Ormai siamo abituati così, quando si parla di Maryl Streep, Tom Hanks e Spielberg tutto diventa importante e ben fatto. Si tratta di veri artisti,  portatori di una professionalità e capacità eccezionali.
E ora veniamo al film, un frammento di storia che riporta innegabilmente alla nostra realtà odierna, per evidenti parallelismi.
La storia di un giornale importantissimo e della sua (casuale per varie ragioni) editrice storica kathrine Meyer Graham, l’irrisolta tragica vicenda del Vietnam, i chiaroscuri delle presidenze USA… a partire da Nixon e via andare…
Un film con una storia ben approfondita e studiata, ricco di particolari scenografici, sfumature che devono essere colte e non sottovalutate; dai costumi alle ambientazioni. Un film da vedere che certamente farà incuriosire e porterà tanti ad approfondire autonomamente tutte le sfaccettature storiche che ne emergono.

Come un gatto in tangenziale

Albanese e Cortellesi, protagonisti di “Come un gatto in tangenziale”: «L’Italia ha bisogno di ironia»

Un film di Riccardo Milani. Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Sonia Bergamasco, Luca Angeletti, Antonio D’Ausilio.

Commedia, Ratings: Kids+13, durata 98 min. – Italia 2018. – Vision Distribution uscita giovedì 28 dicembre 2017.

Divertente ma non scontato Valutazione 4 stelle su cinque

di giajr

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venerdì 12 gennaio 2018
Questo film, sicuramente divertente, non deve essere considerato un film comico.
La storia conduce in talune realtà che sono ben presenti nelle nostre periferie. La coabitazione tra culture diverse, la difficoltà di essere integrati nel tessuto sociale, il conflitto culturale che esiste ad ogni livello ed ovunque, fino a farci ricordare che l’africano è in conflitto con l’africano, che l’italiano è in conflitto con l’italiano,  il romano con il romano (basta cambiare il quartiere)… un film che deve essere visto con attenzione e che inevitabilmente farà riflettere. Una storia che alla fine è delicata ma anche un po’ amara, volutamente creata dopo uno studio sociologico accurato e non casuale… si pensi allo scorcio della società snob di Capalbio (ascoltatene i dialoghi) pensate alla scena del cinema in lingua armena, ecc.
Gli attori sono veramente bravi e le ambientazioni azzeccate.
Ci sono scene anche spassose…. e comunque una realtà emerge: certe storie nascono per caso e durano come un gatto in tangenziale (la storia tra i due adolescenti) ed altre che nascono sempre per caso durano per sempre… forse…

Assassinio sull’Orient Express

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Un film di Kenneth Branagh. Con Kenneth Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp.

Titolo originale Murder On the Orient Express. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 114 min. – USA 2017. – 20th Century Fox uscita giovedì 30 novembre 2017.

Fedele all’originale e sempre di classe. Valutazione 3 stelle su cinque

di giajr

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martedì 26 dicembre 2017
Chi non ricorda la versione originale? Anche allora un cast eccezionale ed oggi non è stato fatto nulla di meno. Il testo di Agatha Christie non è  stato minimamente stravolto, anzi! Talmente fedele che per certi versi ci si aspettava qualcosa di nuovo che stupisse lo spettatore. Questo film è indubbiamente ben fatto, ottima la fotografia e gli effetti computerizzati. Nulla da dire sugli attori che sanno il fatto loro… diciamo solamente che alla fine dei conti si tratta di un ottimo remake! Non è grave però ed il film merita di essere visto… per gli appassionati però l’oiginale è meglio…

La ruota delle meraviglie

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Un film di Woody Allen. Con Jim Belushi, Juno Temple, Justin Timberlake, Kate Winslet, Max Casella.

Titolo originale Wonder Wheel.Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 101 min. – USA 2017. – Lucky Red uscita giovedì 14 dicembre 2017.

Da leggere con attenzione, Woody è sempre Woody! Valutazione 4 stelle su cinque

di giajr

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sabato 23 dicembre 2017
Ottimo il testo, la scenografia, bravissimi gli attori, perfetti i dialoghi e una regia unica! Woody è unico, una impronta inconfondibile,  già dalla colonna sonora iniziale. Che dire! Un film introspettivo profondo che scandaglia l’animo umano nelle sue pieghe e in tutte le età: il bambino, la giovane donna ed il giovane uomo, l’uomo e la donna matura…  L’uomo e le sue misere,  le sue sofferenze, i dilemmi e l’amore che troneggia incontrastato, silenzioso ed imperturbabile. Sempre presenti le passeggiate dei protagonisti (già viste in altri suoi film), la voce narrante (anch’essa una costante) e la mitica New York che Allen custodisce nel suo dna.
E poi che dire, se non che si deve  prendere atto che questo film ci rammenta quali sono le debolezze della maggior parte degli uomini, quelli che non hanno il coraggio di svoltare il loro destino. Un film da vedere e mettere nella propria cineteca personale.

Suburbicon

Suburbicon.jpg
Un film di George Clooney. Con Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Glenn Fleshler, Alex Hassell.
Titolo originale Suburbicon. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 105 min. – USA 2017. – 01 Distribution uscita mercoledì 6 dicembre 2017.

Un film niente male che richiama vaghi ricordi…. Valutazione 3 stelle su cinque

di giajr

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giovedì 14 dicembre 2017
Un film piacevole, che sicuramente tratteggia il perbenismo degli anni 50, quelli americani del boom economico.

Un innegabile quanto palese omaggio all’inimitabile Hitchcock ed al contempo un forzato richiamo alla causa dell’integrazione “nera” che tra gli anni 50 e 60 in America è stata foriera di violenti scontri e disgrazie enormi… per certi versi ed in alcuni stati USA una integrazione ancora ostica al giorno d’oggi (assurdo a dirsi , ma è  così per davvero!).
Un film ricco di colpi di scena in un buon tratteggio scenografico. Un testo, quello dei fratelli Cohen che certamente è ottimamente incastrato in dinamiche semplici, grottesche quanto insensibili.
Un incrocio tra un film di Doris Day, la lunga strada verso casa di Richard Pearce, Marnie di Hitchcock e disperate housewives.

Bravi gli attori, poveri i dialoghi ma adatti per questo tipo di film basato sul falso perbenismo iconografico.

Promosso il regista Clooney che forse ha volutamente ecceduto perdendo di vista alcune accortezze per gli spettatori più attenti.

Nel complesso un film buono che merita di essere consigliato.