💊 Curare il cancro, strade diverse! NO alle 🔮 illusioni e SI alla🔬scienza!


1. PREVENZIONE

(fonte AIRC)

La prevenzione può essere attuata praticando diverse strade:

  • modifiche nei comportamenti o stili di vita

stili di vita e cambiamento-2

  • screening per individuare predisposizioni genetiche ereditarie (per fortuna piuttosto rare) o lesioni cancerose allo stadio iniziale.
    L’importanza degli screening sta nella possibilità di individuare gli stadi iniziali di una malattia anche in persone che non hanno sintomi

Clinics---Prevention-and-Screenings---September-2015

Esistono due tipi di fattori di rischio per l’insorgenza del cancro: quelli non modificabili, come il sesso, un particolare assetto genetico e l’età, e quelli modificabili, legati per esempio ai comportamenti.
Lo scopo della prevenzione primaria è ridurre l’incidenza del cancro tenendo sotto controllo i fattori di rischio modificabili e aumentando la resistenza individuale a tali fattori.

In altre parole si tratta di ridurre la probabilità che compaia un tumore.

Una corretta strategia di prevenzione primaria non si basa solo sull’identificazione dei fattori di rischio, ma anche e soprattutto sulla valutazione di quanto l’intera popolazione o il singolo individuo siano esposti a tali fattori.
I consigli di prevenzione possono essere diretti a tutta la popolazione (per esempio quelli che riguardano il modo più salutare di alimentarsi o di fare attività fisica) o a particolari categorie di persone considerate ”ad alto rischio” (per esempio i fumatori).

smettere-di-fumare-benefici.jpg
Rientrano negli strumenti della prevenzione primaria anche i vaccini contro specifici agenti infettivi che aumentano il rischio di cancro, quali il virus dell’epatite B (tumore del fegato) o il Papilloma virus umano (HPV, responsabile del cancro della cervice uterina e di altri tumori più rari).

Lo scopo della prevenzione secondaria è individuare lesioni precancerose oppure il tumore in uno stadio molto precoce in modo da trattarlo in modo efficace e ottenere di conseguenza un maggior numero di guarigioni e una riduzione del tasso di mortalità.

La prevenzione secondaria coincide quindi con le misure che permettono una diagnosi precoce e interviene nel periodo tra l’insorgenza biologica della malattia e la manifestazione dei primi sintomi.

La prevenzione secondaria si attua sulla popolazione attraverso programmi di screening organizzati, come quello per il tumore al seno tramite mammografia, per il tumore della cervice uterina tramite Pap-test o HPV-test e per il tumore del colon retto, per lo più tramite ricerca del sangue occulto nelle feci.

Con prevenzione terziaria si intende la prevenzione delle cosiddette recidive (o ricadute) o delle eventuali metastasi dopo che la malattia è stata curata con la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia o tutte e tre insieme.
Essa comprende le cosiddette terapie adiuvanti, come chemioterapia, radioterapia e trattamenti ormonali, che prolungano gli intervalli di tempo senza malattia e aumentano la sopravvivenza dei pazienti in molti tipi di tumore come quello dei testicoli, del seno, del colon e molti altri.

L’obiettivo di tutte le strategie di prevenzione è la riduzione del rischio e quindi della mortalità per cancro. Poiché lo sviluppo del cancro richiede anche decine di anni, è importante individuare degli obiettivi intermedi, come l’individuazione e l’eliminazione di eventuali lesioni precancerose.

Va precisato però che questi obiettivi intermedi hanno dei limiti: non è detto che una lesione precancerosa debba trasformarsi in cancro o, viceversa, che un risultato negativo a uno screening equivalga a un rischio zero.

I marcatori

mqdefault

I cosiddetti marcatori tumorali fanno parte degli strumenti per determinare il rischio tumorale: si tratta di molecole che, se presenti o assenti nel sangue, permettono di capire se una persona è o no a rischio di sviluppare un determinato tipo di tumore. In alcuni casi consentono anche di stabilire la risposta alla terapia o la progressione della malattia.
Tra i marcatori più noti si possono citare ad esempio i recettori per gli estrogeni per il tumore del seno, che forniscono indicazioni utili in termini di prognosi e scelta della terapia.


2. LE CURE

La chirurgia

chirurgia-plastica

La chirurgia è spesso il primo trattamento contro il cancro, ed ha lo scopo di:

  • asportare completamente il tumore (chirurgia definitiva, potenzialmente curativa)
  • rimuovere la maggiore quantità  possibile di tumore (questo tipo di intervento si chiama “debulking” o chirurgia citoriduttiva e viene usato generalmente a scopo palliativo per fornire sollievo ai sintomi). Viene praticata anche per raccogliere campioni del tessuto colpito dal tumore

Quando la chirurgia viene eseguita per tentare la cura, si agisce secondo una delle seguenti modalità :

  • si rimuove l’intero tumore ma nessun altro tessuto (biopsiaescissionale)
  • si rimuove l’intero tumore più un margine di tessuto attorno ad esso per minimizzare il rischio correlato all’invasione dei tessuti sani circostanti da parte delle cellule tumorali (chirurgia locale)
  • se la malattia si è estesa ai linfonodi anch’essi vanno rimossi (chirurgia radicale)

Il chirurgo cercherà  di evitare problemi estetici alla persona e alterazioni del funzionamento degli organi e dei tessuti coinvolti.

Negli ultimi anni sono stati sviluppati nuovi approcci che minimizzano la quantità  di tessuto da rimuovere. Tale approccio è definito generalmente “conservativo”. Tuttavia bisogna essere certi che le possibilità  di sopravvivenza del paziente non vengano compromesse da queste nuove tecniche conservative.

La radioterapia

Questa tecnica si avvale di radiazioni molto potenti per circoscrivere i tumori ed uccidere le cellule tumorali. Le radiazioni usate per la terapia contro il cancro sono:

  • raggi X
  • raggi gamma
  • e quelle emesse da alcuni tipi di particelle radioattive

Le radiazioni possono essere somministrate da:

  • una macchina che circonda il corpo del paziente (radioterapia esterna)
  • oppure possono essere prodotte da una sostanza radioattiva che entra nell’organismo del paziente (radioterapia interna, anche detta brachiterapia)

La radioterapia sistemica usa sostanze radioattive come lo iodio radioattivo che si spostano nell’organismo del paziente e uccidono le cellule tumorali.

Circa la metà dei pazienti affetti da tumore deve sottoporsi a una qualsiasi forma di radioterapia nel corso della terapia antitumorale: per alcuni di loro la radioterapia è effettuata come trattamento curativo (si spera cioè che la terapia curi il tumore, o eliminandolo e/o prevenendone le recidive): in tal caso può essere usata da sola oppure in combinazione con l’intervento chirurgico e/o la chemioterapia.

La radioterapia può anche essere un trattamento palliativo, che non cura cioè il tumore ma si limita ad alleviare i sintomi e il dolore, per esempio in caso di:

  • radiazione mirata per circoscrivere le metastasi (es. cellule tumorali che si sono diffuse nel cervello, provenendo da un’altra parte dell’organismo)
  • radiazione mirata a circoscrivere un tumore che preme sulla colonna vertebrale o si è sviluppato all’interno di un osso
  • radiazione mirata a circoscrivere un tumore vicino all’esofago, che può interferire con la normale nutrizione del paziente.

Sessione di radioterapia alla schiena


La radioterapia è in grado di uccidere le cellule tumorali perché danneggia il loro DNA (le molecole all’interno delle cellule che contengono le informazioni genetiche e le trasmettono da una generazione alla successiva); questo attacco può essere diretto, oppure indiretto attraverso la creazione di particelle radioattive (radicali liberi) all’interno delle cellule, che a loro volta danneggiano il DNA.

Le cellule tumorali che subiscono danni irreversibili al DNA smettono di dividersi oppure muoiono. Se muoiono vengono decomposte ed eliminate dai normali processi chimici dell’organismo.

La radioterapia può purtroppo anche danneggiare le cellule sane e provocare così degli effetti collaterali: i medici tengono in considerazione gli effetti collaterali sulle cellule sane quando propongono al paziente un ciclo di radioterapia. La dose di radiazioni massima, al di sopra della quale si possono avere effetti collaterali, è nota per tutti i tessuti dell’organismo. I medici usano quest’informazione per decidere la zona del corpo da trattare.

Le radiazioni vengono diffuse da un’apparecchiatura esterna all’organismo del paziente (radioterapia esterna), oppure da una sostanza radioattiva che arriva nell’organismo vicino alle cellule tumorali (radioterapia interna, chiamata di solito brachiterapia).

La radioterapia sistemica usa una sostanza radioattiva, somministrata per via orale o tramite flebo, che entra in circolo e può raggiungere i tessuti di tutto l’organismo.

Il tipo di radioterapia dipende da diversi fattori, tra cui:

  • tipo di tumore
  • dimensioni del tumore
  • posizione del tumore
  • vicinanza del tumore ai tessuti sani sensibili alle radiazioni
  • percorso che le radiazioni devono compiere nell’organismo
  • stato di salute generale e storia medica del paziente
  • necessità di sottoporsi anche ad altre terapie antitumorali
  • altri fattori, ad esempio l’età del paziente e altre patologie

La chemioterapia

La chemioterapia è un tipo di cura dei tumori che usa farmaci per distruggere le cellule malate.

La chemioterapia rallenta o arresta del tutto la crescita delle cellule malate, che altrimenti aumenterebbero velocemente di numero e volume; purtroppo può anche danneggiare le cellule sane con elevato tasso di replicazione (cioè che si dividono velocemente), come quelle della cavità orale e dell’intestino, oppure quelle che fanno crescere i capelli. I danni alle cellule sane possono causare effetti collaterali che, spesso, regrediscono o scompaiono del tutto con la fine della terapia.

A seconda del tipo di tumore e dello stadio a cui si trova, la chemioterapia può:

  • curare il cancro: la chemioterapia distrugge tutte le cellule malate fino all’eliminazione completa del tumore
  • controllare il cancro: la chemioterapia evita che il cancro si diffonda, ne rallenta la crescita o distrugge le cellule malate che si sono diffuse in altre parti del corpo (metastasi)
  • dare sollievo ai sintomi (cura palliativa): la chemioterapia riduce il dolore o l’oppressione causate dal tumore

Spesso la chemioterapia è usata come unica cura contro il cancro ma, nella maggior parte dei casi, accompagna interventi chirurgici, radioterapia o terapia biologica.

La chemioterapia può:

  • diminuire le dimensioni di un tumore prima dell’intervento chirurgico o della radioterapia. In questo caso è definita chemioterapia neoadiuvante.distruggere le cellule malate che potrebbero rimanere dopo l’intervento chirurgico o la radioterapia. In questo caso è definita chemioterapia coadiuvante
  • favorire l’efficacia di radioterapia e terapia biologica
  • distruggere le cellule malate che si sono ripresentate (recidiva) o che si diffondono in altre parti del corpo (metastasi)

Fotografia di farmaci in compresse e iniezioni

La scelta del chemioterapico dipende da vari fattori:

  • il tipo di tumore che si ha. Alcuni chemioterapici sono usati per varie forme di cancro, mentre altri farmaci, invece, possono essere usati solo per uno o due forme di tumore molto specifiche
  • se una persona è già stata sottoposta in precedenza alla chemioterapia
  • se si hanno altri problemi di salute, come il diabete o malattie cardiache

È possibile sottoporsi alla chemio durante il ricovero ospedaliero, a casa, nello studio medico, in clinica o in un ambulatorio ospedaliero (in quest’ultimo caso non è necessario il ricovero).

Indipendentemente dal luogo scelto per la cura, il medico e gli infermieri controlleranno gli eventuali effetti collaterali e modificheranno la terapia, se necessario.

La frequenza delle sedute di chemioterapia varia ampiamente e dipende da vari fattori:

  • tipo di tumore e dallo stadio in cui si trova
  • scopi della terapia (a seconda che la chemio venga usata per curare il cancro, controllarne la crescita o alleviare i sintomi)
  • tipo di chemioterapia
  • reazioni del vostro corpo alla cura

È possibile dover affrontare diversi cicli di chemioterapia.

Un ciclo è un periodo di chemioterapia seguito da un periodo di riposo: ad esempio per una settimana e poi avere tre settimane di riposo. Queste 4 settimane costituirebbero un ciclo. Il periodo di riposo dà al corpo la possibilità di costruire nuove cellule sane.

Non è consigliabile saltare una seduta di chemio, ma a volte il medico potrebbe modificare la frequenza della terapia. Il cambiamento potrebbe essere imposto dall’insorgenza di effetti collaterali.

La cura può essere somministrata in diversi modi.

  • Iniezione. La sostanza chemioterapica viene somministrata tramite un’iniezione nel braccio, nella coscia, sul fianco oppure sottocute nel braccio, nella gamba o sulla pancia
  • Per via intraarteriosa (IA). La sostanza chemioterapica va a finire direttamente nell’arteria che nutre il tumore
  • Per via intraperitoneale (IP). La sostanza chemioterapica va direttamente a finire nella cavità peritoneale (la zona che contiene organi come l’intestino, lo stomaco, il fegato e le ovaie)
  • Endovenosa (EV). La sostanza chemioterapica va direttamente in vena.
  • Per via topica. La sostanza chemioterapica viene somministrata in forma di crema da spalmare sulla pelle
  • Per via orale. La sostanza chemioterapica si presenta sotto forma di pillole, capsule o liquidi da assumere per bocca

Chemio per via endovenosa

Il farmaco chemioterapico viene spesso somministrato mediante un piccolo ago collocato in una vena della mano o dell’avambraccio inferiore. L’infermiere inserirà l’ago all’inizio di ogni seduta e lo toglierà alla fine della stessa. La chemioterapia per via endovenosa viene spesso somministrata tramite cateteri o cateteri di tipo port, a volte con l’ausilio di una pompa.

  • Cateteri: Un catetere è un tubicino flessibile e sottile. Un chirurgo colloca un’estremità del catetere in una vena importante, spesso nella zona del torace. L’altra estremità del catetere rimane fuori del corpo. La maggior parte dei cateteri non viene rimossa finché il ciclo di chemioterapia non giunge al termine. I cateteri possono anche essere usati per somministrare farmaci non chemioterapici e per i prelievi di sangue. Controllate sempre eventuali segni di infezione presenti vicino al catetere.
  • Cateteri port: Il port è un piccolo disco di plastica o di metallo inserito sottopelle. Un catetere collega il port a una vena, spesso a una vena importante che si trova nel torace. L’infermiere può inserire l’ago nel port per somministrarvi il farmaco chemioterapico o per effettuare un prelievo di sangue. L’ago può essere lasciato lì per le cure chemioterapiche che si protraggono per più di un giorno. Controllate attentamente eventuali segni di infezione presenti vicino al port.
  • Pompe: spesso ai cateteri o ai port vengono attaccate delle pompe. Esse controllano il flusso e la velocità con cui il farmaco chemioterapico viene immesso nel torrente circolatorio. Le pompe possono essere interne o esterne, quelle esterne rimangono fuori dal corpo e la maggior parte delle persone possono portarle con sé, mentre le pompe interne vengono collocate sottocute mediante un intervento chirurgico.

L’immunoterapia oncologica

Oggi, accanto a queste realtà già consolidate, l’immunoterapia entra come “quarta arma” nella lotta contro il cancro.

Il dottor Michele Maio, Direttore del Centro di Immunoterapia Oncologica del Policlinico “Santa Maria delle Scotte” di Siena e Presidente della Fondazione Nibit, lo spiega in ogni occasione.

Non vuole creare illusioni, bensì vuole informare!

Lui è tra i più rinomati ricercatori nel campo delle cure immunoterapiche ed è autore del libro “Il cancro ha già perso”.

Ci sono nuove cure che abbattono vecchie frontiere; l’immunoterapia oncologica è la rivoluzionaria cura dei tumori premiata con il Nobel per la Medicina 2018 assegnato a James Allison e a Tasuku Honjo.

1538387633_DoaY9-dXgAATQKY

“Negli ultimi anni – spiega il dottor Maio l’immunoterapia si sta consolidando come quarta strategia nella lotta contro il cancro.

Il nostro sistema immunitario viene stimolato con i farmaci a fare quello che fa quotidianamente per difenderci, distruggere i corpi estranei e, in questo caso, le cellule tumorali.

In Italia c’è una buona ricerca immunoterapica e su alcuni tumori si è già in fase di cura e con altri ci sono in corso le sperimentazioni”.

L’immunotarapia oncologica rappresenta un passo molto importante per la lotta contro il cancro; di contro come criticità vi sono i costi elevati e che rischiano di far diventare l’immunoterapia una cura elitaria: serve un intervento del Governo affinchè intervenga con azioni legislative e renda accessibile a tutti questa possibilità riconosciuta a tutti i livelli della medicina ufficiale, sia nazionale che internazionale.

Ci sono tanti temi importanti correlati alla malattia ed e uno di questi per i malati di cancro è l’umanizzazione della medicina; il dottore Maio sa cosa vuol dire e per questo egli vuole portare una concreta speranza nella lotta contro il cancro.

9788856664867_0_0_0_75


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.