Il caso n.1: lo straining, COS’È ? 😳… è oltre al mobbing…

STRAINING:  azione ostile o discriminatoria compiuta da un superiore nei confronti di un subalterno, per es. il demansionamento, l’isolamento o la sottrazione degli strumenti di lavoro, i cui effetti si prolungano nel tempo producendo stress e sofferenza psichica in chi la subisce.

Ecco il caso di Dante

Dante lavorava da 17 anni presso la Direzione Generale di una grande Banca 🏦, venne assunto agli inizi degli anni 2000, quando l’azienda stava ponendo le basi per il suo decollo 🛫.

Dante ed i suoi colleghi erano fatti sentire importanti… e quindi ce la metteva tutta; Dante lavorava alacremente perché gli veniva detto che i dipendenti dovevano sentirsi i maggiori azionisti della società e, come in una grande famiglia, sarebbero stati inevitabilmente gratificati!

Dante lavorava sodo… l’orario ufficiale, che per tanti dei suoi colleghi era fino alle 17, per lui continuava fino alla chiusura del grande palazzo in cui lavora… ossia fino alle 20.30 e talvolta alle 21 ⏱.

Non esistevano i sabati e le domeniche e nemmeno delle vere vacanze… 📆

L’azienda diede a Dante un innovativo BlackBerry 🖥 e anche un fiammante pc portatile ⌨. Dante lavorava felice 😃, con professionalità, correttezza e fedeltà  nei confronti della sua azienda 💼.

I riconoscimenti iniziarono ad arrivare e con essi gli elogi… nei primi 12 anni non mancarono 7 promozioni, e nei successivi premi e riconoscimenti 📃 associati all’attribuzione di responsabilità crescenti, che Dante accoglieva come una sfida con sé stesso ed una occasione per aumentare le proprie capacità e conoscenze professionali.

Dante studiava 📑 e dava prova crescente di affidabilità, il suo team arrivò ad essere composto da ben 30 risorse! 📈

Poi, le politiche di gestione del personale, tipiche degli anni 2000/2010, sono pian piano tramontate ed anche nell’azienda di Dante è andata così… da azienda materna si trasforma in matrigna e pure i vertici più illuminati vengono relegati a rami secchi 🍂e conseguentemente abilmente potati…

– cessano i corsi formativi new wave (espressione usata per denominare nuove forme di approccio 🛴, che propongono una rottura netta con i canoni del passato), dove i dipendenti (durante i corsi) giocavano con i lego (le mitiche costruzioni) ed intanto socializzavano e facevano gruppo…

– si interrompono le politiche di valorizzazione dei Talent Management o dei corsi Leader for Results… ✂️ tutti elementi di una straordinaria valorizzazione della “risorsa umana”.

L’azienda progressivamente si incattivisce 😠 e la finalità interna è quella dell’incentivazione del “tutti contro tutti“.

Dante, in pochi anni, attraverso le logiche di cannibalizzazione aziendali, si trova a lavorare in un ambiente asfittico, ostile e scorretto, in cui l’unico valore rimasto è la politica del “dato di bilancio” (privo di contenuto ma usato esclusivamente come dato pubblicitario nella sua mera rappresentazione mediatica) che tassativamente deve superare sé stesso semestre dopo semestre 📊… per far in modo che dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno rimbombi il motto: “siamo i migliori…” 🤡

Dante è consapevole che nelle grandi strutture ed a certi livelli bisogna sempre abbozzare 🤑, lo fanno tutti… e anche lui abbozza spesso… (ascesa degli yes-man)

Dante è altrettanto consapevole che la fibra morale e professionale non deve essere lesa oltre certi limiti e quindi, nei casi in cui è necessario e si sta esagerando, si permette di farlo notare ai suoi riporti gerarchici.

Certamente, il non particolare apprezzamento ed accettazione supina a certe forme di stupro professionale sono le ragioni che hanno comportato un intervento drastico sul ruolo del povero Dante…

Senza preavviso, dopo 17 anni di lussureggiante carriera, il buon Dante viene sollevato dal suo incarico, dalle sue responsabilità, dal suo ruolo di manager… perde il suo ufficio personale, il posto auto riservato… (ve la ricordate la favola della piccola principessa 👑, dopo che muore suo padre in guerra e lei diventa povera?…)

Dante riceve la NOTIZIA a giochi fatti, a delibere assunte, il giorno della pubblicazione del nuovo organigramma aziendale e quindi viene accompagnato all’uscita 🚪 di quel suo micro cosmo che lui stesso aveva creato, costruito, e nonostante fosse ancora nel pieno dei sui riconoscimenti e successi professionali.

Dante, pur avendo mantenuto il suo elevato inquadramento,  l’ottimo stipendio e il banding,  ora lavora 8 ore al dì in un asettico open-space e si occupa di aspetti meramente burocratici 📝.

Dante, di tanto in tanto, ricorda il suo vecchio ufficio, i quadri che aveva appeso alle pareti 🖼 e rammenta come avesse lavorato sodo fino al giorno della notizia del suo allontanamento.

Dante non sa cosa sia accaduto, ormai sono trascorsi 2 anni e dopo l’esilio è stato comunque premiato 🥈 entrambi gli anni.

Dante ha imparato, in tanti anni, a lavorare sodo e quindi per non cadere nel baratro della disperazione 😭 e della  depressione 😔 lo ha fatto su sé stesso…

Superare il colpo dell’azzeramento professionale, la perdita di valore (professionale) verso le centinaia di colleghi che gli ricoscevano il ruolo di leader e che di punto in bianco lo hanno visto gestire eventi meramente burocratici…

TUTTO QUESTO È  

STRAINING:  azione ostile o discriminatoria compiuta da un superiore nei confronti di un subalterno, per es. il demansionamento, l’isolamento o la sottrazione degli strumenti di lavoro, i cui effetti si prolungano nel tempo producendo stress e sofferenza psichica in chi la subisce.

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