Amelia Mary Earhart 🛩

RIONE delle Storie 📖📚

Una vecchia foto ingiallita ed il mistero della fine di Amelia Mary Earhart. La prima donna pilota ad attraversare l’Atlantico in solitario 🛩 e che stava per diventare anche la prima donna a fare il giro del mondo 🌍 quando sparì nel nulla…

L’aviatrice, pilotessa americana era partita dalla Nuova Guinea per raggiungere l’Isola di Howland, un piccolo atollo in mezzo all’Oceano Pacifico, quando si persero le sue tracce.

Due anni dopo gli Stati Uniti 🇺🇸 la dichiararono ufficialmente morta ma i suoi resti non vennero mai trovati.
Il suo ultimo messaggio 🆘️ risale al 2 luglio del 1937: avrebbe compiuto 40 anni pochi giorni dopo.

Amelia Mary Earhart nacque il 24 luglio del 1897 nella casa dei nonni ad Atchison, in Kansas, dove la madre Amy preferisce partorire. Il padre, Edwin, fa pratica legale a Kansas City. Nel 1899 nasce la sorella, Muriel. Nel 1905 i genitori di Amelia si trasferiscono a Des Moines, nell’Iowa, lasciando le figlie con i nonni.  Nel 1914, Amelia decide di frequentare i corsi per infermiera 👩‍⚕️, che la porteranno a prestare servizio in un ospedale militare in Canada, durante tutta la durata della Prima guerra mondiale.

Nel 1920 all’età di 23 anni, si reca insieme col padre a un raduno aeronautico presso il Daugherty Airfield a Long Beach in California e, pagando un dollaro, per la prima volta sale a bordo di un biplano per un giro turistico di dieci minuti sopra Los Angeles. È in quell’occasione che decide di imparare a volare.

Comincia a frequentare le lezioni di volo e, a un anno di distanza, con l’aiuto della madre, acquista il suo primo biplano, con il quale stabilirà il primo dei suoi record femminili, salendo a un’altitudine di 14.000 piedi.

Nell’aprile del 1928 il capitano Hilton H. Railey le propone di essere la prima donna ad attraversare l’Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii dovuti alle brutte condizioni del tempo, decollano con Amelia M. Earhart il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon, a bordo di un Fokker F.VII, chiamato Friendship (amicizia 🤝).

Sebbene Amelia sia relegata, in quanto donna, a poche funzioni, quando il team arriva in Galles 21 ore dopo, gli onori sono quasi tutti per lei. Anche il Presidente Coolidge le invia con un cablogramma ✉ le sue personali congratulazioni.

la leggendaria pilota americana, la prima pilota donna ad attraversare l’Atlantico in solitario stava per diventare anche la prima a fare il giro del mondo quando sparì nel nulla. misteriosamente scomparsa nel 1937…

Il Presidente Roosevelt autorizzò le ricerche con l’impiego di nove ⛴ navi e 66 🛩 aerei per un costo stimato di circa quattro milioni di dollari 💰. Le navi e gli aerei impegnati nella ricerca, il cui mandante era amico personale di Amelia, non giungono sul luogo se non dopo cinque giorni.
Le ricerche vennero interrotte il 18 luglio dopo aver cercato su una superficie di 250.000 miglia quadrate di oceano.

Rimangono sue vecchie foto ingiallite, che fanno riscoprire i sapori di un passato eccitante rinchiuso in un vecchio baule… è emozionante riaprire il mistero della fine di Amelia Mary Earhart.

IL MISTERO DEL MISTERO, erano loro???

Da allora sono passati 80 anni! 80 anni da quella oscura scomparsa, dapprima un’immagine scovata negli archivi nazionali americani ribalta la versione più accreditata sulla sua fine: quella secondo cui lei e il suo navigatore, Fred Noonan, si schiantarono vicino alle isole Marshall e furono inghiottiti dall’Oceano.

Una vecchia foto in bianco e nero, scattata per caso, mostra un gruppo di persone su un molo ed è contrassegnata come scattata sull’atollo Jaluit, nelle isole Marshall, nel mezzo dell’Oceano Pacifico.

Quella che sembra essere una donna con i capelli corti, girata di spalle, sarebbe Amelia Earhart, secondo gli esperti interpellati.

Poco lontano da lei, a sinistra, viene individuato un uomo dai tratti occidentali, indicato come Fred Noonan.
La foto e altri dettagli mostrerebbero che la Earhart e il suo navigatore sopravvissero allo schianto, furono catturati dai giapponesi e poi tenuti prigionieri a Saipan, un’isola delle Marianne al tempo controllata da Tokyo, dove morirono in prigione.

Difficile riconoscere le somiglianze dei due protagonisti con le persone nella foto, le prove a sostegno di questa tesi appaiono ancora deboli… Ma sicuramente piene di fascino!

IL MISTERO DELLA SIGNORA SCOMPARSA…

Nel 2009 è stato realizzato un film  🎬 biografico sulla sua vita intitolato Amelia. Il film è stato diretto dalla regista indiana Mira Nair ed interpretato da Hilary Swank la due volte Premio Oscar, nei panni di Amelia.
18 giugno

Poi nel 2017, una nuova missione è salpata dalle Fiji lanciata dalla ong Tighar in collaborazione con il National Geografic. Una nave con a bordo anche cani esperti nel rintracciare resti umani è partita con destinazione Nikumaroro, piccolo atollo disabitato del Pacifico, nell’arcipelago delle Isole della Fenice. Per loro la Earhart e Noonan virarono a sud rispetto alla rotta e tentarono di mandare degli sos ma furono poi inghiottiti dall’alta marea.

A sostegno della loro tesi portano manufatti trovati nell’isola, come una chiusura lampo made in America e barattoli tipo quelli usati da una società Usa per contenere una crema anti lentiggini negli anni ‘30.

Il mistero resta, le ricerche continuano…

Nel 1940 però, nell’isola Nikumaroro oggi Stato di Kiribati, Gerald Gallagher, ufficiale britannico e pilota, avvertì per radio 📻 i superiori di aver trovato uno scheletro e un’antica scatola di un sestante sotto un albero nella punta sudorientale dell’isola. Pensava potessero essere le ossa di Amelia Earhart… I resti furono inviati nelle Figi dove nel 1941 autorità coloniali britanniche eseguirono misurazioni delle ossa concludendo che probabilmente appartenevano a un uomo, alto 1,64 cm. Soltanto diversi decenni dopo, nel 1998, un’altra analisi di antropologi francesi stabilì che potevano anche appartenere a una donna “bianca e di origine europea”.

Oggi 8 marzo 2018, festa della donna, SVELATO un nuovo tassello del puzzle sulla misteriosa scomparsa di Amelia Earhart. Dopo anni di indagini, illazioni e misteri, Richard Jantz, del Centro di Antropologia Forense all’Università del Tennessee, grazie a tecniche innovative ha riesaminato le misurazioni fatte su ossa ritrovate nell’isola di Nikumaroro che furono inizialmente attribuite a un uomo stabilendo che quelli potrebbero essere davvero i resti di Amelia.

Richard Jantz ha usato il programma informatico Fordisc per stabilire sesso, età e statura partendo da misurazioni dei resti ossei: le analisi hanno rivelato che la somiglianza con Amelia Earhart era maggiore rispetto al 99% di individui in un largo campione di riferimento. Jantz ha ottenuto la lunghezza delle ossa della pilota a partire da fotografie e dai suoi vestiti. Il ricercatore ha concluso che «la spiegazione più convincente è che i resti siano quelli di Amelia Earhart».

Quindi possiamo affermare che i resti trovati nel 1940 su una remota isola dell’Oceano Pacifico appartengono al Amelia Mary Earhart???

…in realtà si dice che sia ancora viva,  che abbia scoperto la formula dell’eterna giovinezza e che voli per il mondo a bordo del suo vecchio biplano 🛩…

Di lei rimangono le colonne sonore, allegre e sognatrici, quasi ai confini della realtà,  come lo era lei quando volava sul suo aereo! Clicca qui 🎙🎼🎶🎶🎶

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