🌕 Sbarco sulla Luna: una bugia spaziale?🤥

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Ancora oggi, a distanza di 50 anni, più che mai, si mette ancora in dubbio che lo sbarco sulla Luna sia mai avvenuto !

È vero il fatto che l’America eccelle nel dare in pasto ai media le notizie che vuole, o nel nascondere quelle che non devono diventare di pubblico dominio… i numerosi fatti che, da sempre, hanno riguardato la Casa Bianca ed i suoi Presidenti ne sono l’esempio più eclatante!

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C’è chi lo nega e ritiene che possa trattarsi di “una farsa girata da Kubrick nell’Area 51”

Erano le 22:17 del 20 Luglio 1969 quando l’astronauta americano Neil Armstrong compie il fatidico passo con il quale lascia il modulo spaziale ‘Eagle’ e mette piede sulla Luna.

La missione ripaga gli Stati Uniti dei primi insuccessi nella corsa alla spazio che, con lo Sputnik e con Gagarin, avevano visto la prevalenza dei sovietici.

🚀 Perché vi è chi sostiene che l’allunaggio sia stato solo una farsa?

Albino Galuppini, e migliaia di altri seguaci della teoria del complotto, è il leader dei terrapiattisti italiani; la loro convinzione è che non ci sia nulla da festeggiare: su quel satellite l’essere umano non ha mai messo piede.

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Galuppini nega che l’impresa di Neil Armstrong e del resto dell’equipaggio dell’Apollo 11 sia davvero avvenuta, sostenendo la tesi secondo la quale sarebbe stato il regista Stanley Kubrick a girare il finto sbarco in studi top secret.

Non c’è nessuna prova che siamo andati sulla Luna. Le prove le ha fornite la Nasa e non c’è nessuna ‘parte terza’ che abbia verificato il materiale fornito dall’Agenzia spaziale americana. Dal punto di vista tecnico sono innumerevoli i problemi che un’impresa del genere comporterebbe oggi, figuriamoci negli anni ’60. E mi riferisco soprattutto all’affidabilità dei razzi…“.

Fotografie, filmati, scritti e testimonianze di luminari della scienza che smentiscono senza appello le teorie complottiste.

Per Galuppini però “Armstrong &Co? Chiaramente gente pagata, militari! E’ come se qualcuno fotografasse la torre degli Asinelli di Bologna e la spacciasse per la torre di Pisa: uno che non può andare a Pisa deve per forza fidarsi. Lo stesso vale per le foto della Nasa…”.

“E’ una luminaria – risponde Galuppini, autore, tra l’altro, di alcuni libri sull’argomento – ed è molto colorata: ci sono foto, non smentite, in cui si vede chiaramente il colore blu. Basta osservarla con un telescopio. Da lontano sembra giallastra, ma è colorata. Perché la Nasa ci mostra sempre le foto della Luna in bianco e nero?”.

Secondo l’americano Bill Kaysing – autore del libro ‘Non siamo mai andati sulla luna‘ e nume tutelare dei complottisti – fu una messinscena filmata in segretissimi studi cinematografici.

“Secondo Kaysing, è stato Kubrick a girare il finto allunaggio nell’Area 51, zona off limits situata nel deserto del Nevada. Lì – spiega il terrapiattista – hanno costruito la finta narrazione degli alieni, ma in realtà ci sono gli studi dove sono stati costruiti i paesaggi lunari. Kaysing sostiene che quei set siano ancora lì, conservati come una specie di museo. Probabilmente pensavano di utilizzarli per nuove missioni, ma questa è una mia idea…”.

Il viaggio ai confini del complotto non finisce qui. Lo stesso Kubrick – sostiene Galuppini, citando un’altra celebre teoria cara ai negazionisti – avrebbe disseminato il film ‘Shining’ di indizi sul presunto finto allunaggio.

“Basti pensare al maglione indossato nel film dal bambino, con il disegno del razzo e la scritta ‘Apollo 11’, e alla stanza 237 dell’Hotel, dove il numero rimanda alla distanza della Luna dalla Terra (237mila miglia). Lo stesso film ‘2001 odissea nello spazio’, del 1968, sarebbe stato girato per mettere a punto la tecnologia necessaria a simulare l’allunaggio”, osserva Galuppini.

🤔 Ma quale motivo si celerebbe dietro una così dispendiosa operazione?

Galuppini tira un lungo sospiro: “E’ una bella domanda. Quello che posso dire, è che lo sbarco sulla Luna non poteva avvenire, è stata una colossale messinscena. Una costruzione che è servita a controllare la gente, a far crescere la sua fiducia nella scienza in sostituzione della religione. E’ tutto organizzato dalla massoneria per negare la veridicità della Bibbia e di Gesù“.

La teoria del complotto continuerà a far proseliti chissà per quanto tempo ancora.

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Lo sbarco sulla Luna, in questa epoca di paradossi, rimane la più grande impresa nella storia del genere umano deve essere ancora difesa dall’accusa di essere una messinscena… Come sintetizza brutalmente Richard Godwin sul Guardian: ci volle il lavoro di 400 mila persone per mandare Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla superficie della Luna nel 1969, ma è bastato un solo uomo a diffondere l’idea che fosse tutta una truffa”.

In Italia, è apparso qualche giorno fa un post tra i blog de Il Fatto, a firma Ivo Mej, «Per quello che può interessare ai lettori de Il Fatto Quotidiano, la mia personale opinione è che no, sulla Luna non ci saremmo mai potuti andare con la tecnologia degli anni ’60, tant’è vero che non riusciamo ad andarci neanche oggi». A seguire, nel post, tutto il dettaglio complottista tramandato per vie non ufficiali negli ultimi decenni.

Bill Kaysing. Nel 1976 raccolse i suoi deliri in un pamphlet autopubblicato, dal titolo We Never Went to the Moon: America’s Thirty Billion Dollar Swindle (Perché non siamo mai andati sulla Luna: la truffa da 30 miliardi di dollari dell’America).

Dubbi tra americani e inglesi

Kaysing aveva 45 anni quando Armstrong e Aldrin arrivarono sulla Luna, era stato in Marina durante la guerra, aveva lavorato come analista alla Rocketdyne, un fornitore della NASA, ma si era dimesso sei anni prima dell’allunaggio. Era laureato in letteratura inglese e sosteneva che non fosse necessario essere un ingegnere per capire che l’impresa di Armstrong, Aldrin e Collins fosse una truffa. Oggi una quota che oscilla tra il cinque e il dieci per cento degli americani crede che lo sbarco sulla Luna sia un falso, la stessa cosa vale per gli inglesi: un britannico su sei sostiene la tesi della messinscena.

Il dato più preoccupante di quest’ultimo sondaggio è che la percentuale cresce tra i giovani (fascia d’età 24-35 anni) fino al 21%, quasi uno su quattro. Un guaio di questa epoca digitale? Non esattamente.

L’avvento del web ha un’incidenza?

Se Internet e il Web hanno permesso la moltiplicazione delle voci e dei punti di vista, sarebbe troppo facile attribuire all’era digitale questo tipo di colpa:

  • nel 1976 un sondaggio Gallup appurò che il 28% degli americani sosteneva la tesi del complotto lunare;
  • nel 1999 era scesa al 6%;
  • due anni dopo, nel 2001, la Fox mandò in onda uno speciale intitolato Conspiracy Theory: Did We Land on the Moon?, il cui responso per i suoi quindici milioni di spettatori all’ascolto era «No, tutto sommato non siamo mai andati sulla Luna».

Uno dei personaggi apparsi nel programma era Bart Sibrel, un documentarista che riuscì anche a prendersi un pugno in faccia da Aldrin, dopo avergli chiesto di giurare sulla Bibbia e dato del ladro. Una reazione legittima e istintiva, passata a modo suo alla Storia.

Qual’è il vero problema?

Il complottismo lunare è un problema che ne contiene altri:

  • Il primo, quello più urgente, è l’ignoranza scientifica;
  • Il secondo: la vulnerabilità culturale, l’incapacità di distinguere tra fatti e opinioni, tra la voce della NASA e quella di uno Youtuber;
  • Il terzo è la crisi della fiducia, la grande crepa che si è aperta nella società occidentale tra le élite e la maggioranza. Il contesto della pubblicazione di Kaysing era quello dei Pentagon Papers e del caso Watergate, il momento storico nel quale gli americani iniziano a mettere in discussione la versione ufficiale di ogni cosa.

Entro il sessantesimo anniversario dello sbarco lunare (2029) dovremmo esserci nel frattempo già tornati (la NASA progetta il nuovo sbarco per il 2024).

La teoria che vuole gli sbarchi sulla Luna un gigantesco complotto organizzato dagli Stati Uniti fu avanzata per primo da Bill Kaysing, uno scrittore che lavorò per l’azienda Rocketdyne, che fornì molti dei componenti dei motori a razzo per la NASA, fino al 1963. Kaysing affermò nel 1976 una teoria oggi accettate dal 6% degli americani, ovvero che lo sbarco fu semplicemente filmato e che fu Stanley Kubrik a girare il video a causa della sua esperienza con 2001: Odissea nello Spazio.

Le teorie di Kaysing sono curiose ma assolutamente confutate

Da allora furono avanzate altre teorie del complotto lunare, come ad esempio il fatto che gli allunaggi avvennero realmente ma che furono ben diversi da quanto mostrato, a causa delle incredibili scoperte che avrebbero fatto gli astronauti ma anche per non mostrare ai sovietici la natura e tecnologia dei mezzi statunitensi. Sicuramente oggi, a fronte delle numerose prove apportate in diverse sedi (come le fotografie degli oggetti lasciati sulla Luna da parte degli astronauti), è difficile credere che sia stata una messa in scena, tanto più che, come affermò Umberto Eco, convincere 400.000 persone al silenzio sarebbe stato più difficile che mandare realmente gli astronauti sulla Luna.

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Ecco le 10 principali teorie dei cospirazionisti dell’allunaggio, con la spiegazione scientifica della NASA che confuta l’affermazione complottista

10 – La bandiera con forma ondeggiante

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Durante la diretta televisiva, gli spettatori potevano chiaramente vedere la bandiera americana che aveva una forma come mossa da una corrente d’aria. Questo è chiaramente impossibile perché nello spazio non c’è aria.

La NASA afferma che la forma ripiegata è dovuta all’involucro in cui era contenuta la bandiera, che le ha dato questa forma prima di essere piantata. Un’altra spiegazione è la forza che gli astronauti avrebbero impresso alla bandiera quando posizionata le avrebbe fatto assumere una forma irregolare.

9 – Mancanza di cratere da impatto

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Se davvero il modulo lunare fosse sbarcato sulla Luna, ci sarebbe un cratere da impatto sotto al modulo lunare che testimoni il suo atterraggio. Su qualsiasi filmato o fotografia degli sbarchi il cratere non è visibile, quasi come se il modulo fosse semplicemente posizionato lì sopra, senza aver prodotto alcuna forza. La superficie della luna è coperta di fine polvere lunare, come evidenziato dalle orme degli astronauti, ma il modulo lunare non lasciò alcuna impronta.

La NASA afferma che il modulo richiese una spinta significativamente minore per atterrare rispetto a quella necessaria per atterrare sulla terra, e che quindi il cratere da impatto non avrebbe potuto formarsi. Inoltre, la superficie della luna è di solida roccia, quindi non ci sarebbe potuto essere un cratere da impatto, come quando un aeroplano atterra sulla pista di un aeroporto.

8 – Molteplici sorgenti luminose

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Sulla luna esiste una sola e fortissima sorgente di luce: il sole. E’ corretto quindi ipotizzare che tutte le ombre si muovano contemporaneamente in base al ruotare dei due pianeti. Questo però non è il caso delle ombre fotografate sulla luna, che si proiettano con prospettiva diversa. I teorici della cospirazione suggeriscono che le sorgenti di luce dovevano essere obbligatoriamente più d’una, che non potevano essere spiegate se non con la ricostruzione in studio dell’ambiente lunare.

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La NASA ha spiegato la cosa affermando che, tali differenze, sono dovute al paesaggio irregolare, a dossi e colline sulla superficie lunare che creano queste discrepanze.

7 – Le fasce di Van Allen

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Le fasce di Van Allen sono costituite da particelle cariche all’interno della magnetosfera terrestre, e si dispongono su più livelli sopra la superficie del nostro pianeta. Secondo i teorici della cospirazione, gli astronauti che passarono in queste fasce, attraversandole interamente, avrebbero dovuto esser “cucinati” dalle radiazioni. Non è inoltre infrequente che gli stessi satelliti odierni vengano danneggiati da queste particelle cariche.

La NASA afferma che questa tesi non è reale, perché gli astronauti attraversarono soltanto per un breve periodo la fascia. Non hanno però spiegato perché le apparecchiature elettroniche non si distrussero, come accadde, ad esempio, in molti altri casi documentati.

6 – L’oggetto inspiegabile

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Durante la missione Apollo 12 uno degli astronauti venne fotografato con uno strano riflesso sulla visiera del casco. L’oggetto sembra essere appeso a una corda o a un filo, e non ha alcun motivo per essere lì, facendo pensare ai teorici del complotto che sia un faretto tipicamente presente negli studi cinematografici.

Se la somiglianza con un faretto è certamente discutibile, rimane comunque un mistero quale sia l’oggetto che viene riflesso che, effettivamente, non ha alcuna ragione per essere sospeso a mezz’aria sulla superficie lunare. La NASA non ha fornito particolari spiegazioni.

5 – La camminata al rallentatore ed i cavi nascosti

A sostegno delle rivendicazioni che gli sbarchi lunari siano stati girati in uno studio, i teorici della cospirazione hanno dovuto immaginare una soluzione per la bassa gravità apparente con cui si muovono gli astronauti sulla Luna. Questi suggeriscono che, se si guarda il video ad una velocità accelerata, sembra che si tratti del cammino di alcune persone sul suolo terrestre, che simulano la bassa gravità grazie a cavi e tiranti. Nei video però non sono presenti cavi e tiranti visibili, e questo aspetto risulta essere certamente uno dei maggiormente confutabili dai sostenitori della NASA.

4 – Mancanza di Stelle

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Un argomento dei teorici della cospirazione che trova ampio riscontro è la mancanza di stelle nelle fotografie fatte dalla Luna. Per la NASA sarebbe stato impossibile ricreare la volta celeste, e quindi si decise di lasciare lo spazio completamente nero.

La NASA affermò che le fotografie erano in bassa qualità, e che quindi non presentavano stelle a causa della mancanza di precisione della pellicola. Inoltre le condizioni di illuminazione impedivano di vedere le stelle, cosa che invece non accade con la terra perché molto più vicina.

Questo aspetto è forse il più controverso delle teorie cospirazioniste e “credenti”, perché alcune fotografie furono scattare in bassa qualità mentre altre furono fatte in alta qualità, sempre senza vedere alcuna stella.

3 – La roccia con la “C”

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La roccia con la “C” è una delle fotografie più famose degli sbarchi lunari, e mostra una roccia in primo piano con quella che sembra essere la lettera “C” incisa sopra ad essa. La lettera sembra essere quasi perfettamente simmetrica, il che significa che è improbabile che si tratti di una formazione naturale.

La NASA diede giustificazioni contrastanti per la lettera, da un lato accusando uno sviluppatore fotografico di aver aggiunto la lettera per uno scherzo, mentre dall’altro affermando che si sia trattato soltanto di un capello caduto sopra la pellicola.

2 – Le croci della pellicola

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Le croci all’interno del mirino hanno la funzione di orientare il fotografo nello scattare fotografie migliori rispetto a criteri come la simmetria e la prospettiva. Alcune immagini mostrano le crocette anche sulla pellicola, il che fa pensare che le fotografie possano esser state modificate in sede successiva allo scatto.

1 – I fondali duplicati

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Due fotografie della missione Apollo 15 mostrano chiaramente come lo sfondo fosse identico in entrambi i casi, nonostante la NASA affermò che le fotografie furono scattate a diverse miglia di distanza. Una delle due fotografie mostra il modulo lunare, mentre nell’altra il modulo è sparito.

🔴 Possibile che in uno sia presente e nell’altra no?

La NASA suggerì che, a causa delle ridotte dimensioni della Luna, gli orizzonti possono apparire più vicini di quanto non siano rispetto a quello che possiamo vedere con l’occhio umano, abituato alle proporzioni terrestri.

Nonostante la giustificazione della navetta, che può essere o non essere accettata, affermare che le due colline visibili nella fotografia siano a miglia di distanza l’una dall’altra è probabilmente un falso, ma che non necessariamente giustifica una teoria cospirazionista.


In conclusione…

E’ bene chiarire che oggi la teoria del complotto lunare è scientificamente del tutto confutata, e che la storicità dello sbarco sulla Luna documentata dalle migliaia di fotografie dell’epoca e dagli odierni satelliti che hanno fotografato i cimeli lasciati sul suolo lunare dai primi astronauti.


🎵LUNA IN MUSICA 🎶


Fonti:

  • Teoria del complotto lunare
  • Programma Apollo

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