Discariche 🛢 e inceneritori 🏭, un disastro! Si, alla raccolta differenziata ♻️!

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L’Italia 🇮🇹 è il fanalino di coda nella raccolta differenziata e, anche per questa, ci sono seri dubbi sulla fine che fanno le raccolte suddivise effettuate con cura dal 40% degli italiani…

Il dubbio 🤔 è che, post raccolta, venga riunito il tutto e finisca in blocco nelle discariche: fabbriche di tumori e morte!

La maggior parte dei comuni italiani non sa più dove mettere i propri rifiuti e gli amminitratori locali 🤥, volti a pianificare solamente il breve periodo (per sé stessi ed essere rieletti), non sono certamente interessati alle generazioni future…

Anzi! La loro precipua finalità è quella di trovare soluzioni economiche, che nascondano la questione per qualche anno, giusto il tempo di far manbassa 💰…, far sembrare di essere dei bravi economi…

  • Rifiuti RSU (rifiuti solidi urbani), cioè quelli indifferenziati che provengono dal cassonetto tradizionale;
  • Rifiuti RSA (rifiuti assimilabili agli urbani), es.: smantellamento di un divano, scarti della termovalorizzazione, ecc.;
  • Rifiuti speciali, es.: i materiali da costruzione che non è possibile riciclare, rifiuti come la ceramica ed i materiali tossici dopo essere stati trattati;
  • Rifiuti pericolosi, provenienti sia dai RUP che dagli scarti di lavorazione di alcuni tipi di aziende, considerando la pericolosità dei rifiuti che deve avere specifiche norme di sicurezza.

Lo smaltimento 🚚 e l’incenerimento 🔥 illegale o legale ma senza il rispetto dei parametri minimi di tutela della salute,  che sono spesso innalzati, ad uso e consumo dei politici (vedasi il recente innalzamento proposto, senza ragione ed a danno dei cittadini, dal Ministro dell’Ambiente uscente) sono la causa di specifiche patologie come determinati tumori e malformazioni congenite!

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❔Possibile che non siano gli stessi cittadini a prenderne coscienza? È noto che l’unica strada è la raccolta differenziata al 90%!

Possibile che le amministrazioni non attivino un vero smaltimento intelligente a rischio zero? È noto che l’unica soluzione è la massimizzazione al 90% del riciclo! 

In realtà tutto questo è possibile 😀!

L’Amager Bakke di Copenaghen in Danimarca è un termovalorizzatore unico al mondo: oltre a bruciare 400mila tonnellate di rifiuti, la struttura sarà attrezzata con piste da sci, trekking e climbing.

termo

Il progetto ha l’obiettivo di unire natura e città attraverso l’ottimizzazione delle risorse energetiche ed il coinvolgimento attivo della cittadinanza (ecco il ruolo del cittadino danese a differena di quello italiano). Sarà possibile trattare circa 430 mila tonnellate di spazzatura l’anno per servire oltre 140 mila famiglie. I cittadini avranno a disposizione energia elettrica ed acqua calda ottenute sfruttando tecnologie all’avanguardia.

“Un impianto di smaltimento dei rifiuti che diventa anche pista da sci è il migliore esempio di una città e di un edificio sostenibile allo stesso tempo dal punto di vista ecologico, economico e sociale”, spiega Ingels, il responsabile del progetto.

Sarà possibile ricavare circa il 25% di energia in più dai rifiuti, le emissioni di Nox saranno significativamente ridotte e la CO2 nell’aria diminuirà di circa 100.000 tonnellate.

La Danimarca è un modello virtuoso dal punto di vista della sostenibilità ambientale e del riciclo.

Non a caso, secondo un’indagine di Ipsos, promossa dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai), il 93 per cento degli italiani considera la differenziata un’utile necessità e il 91 per cento la mette al primo posto tra i comportamenti anti spreco e tra le buone abitudini ambientali. Il 32 per cento poi è convinto che non rappresenti un problema ma una risorsa. Il 58 per cento è più attento al riciclo dei materiali anche se il 68 per cento non nasconde la fatica di gestire una quantità sempre più crescente di rifiuti.

raccolta differenziata classifica

Fra le regioni virtuose spiccano il Veneto (68,8%), il Trentino Alto Adige (67,4%) e il Friuli-Venezia Giulia (62,9). Invece, fra le città metropolitane guida Venezia (63,3%), seguita da Milano (56,1%) e Firenze (53,2). Fanalino di coda è, invece, Palermo (7,8%) con appena 36,4 chili per abitante riciclati ogni anno. Ci sono comunque ritardi in alcune grandi città come Roma (38,1%) e in cinque regioni del Sud: Basilicata (30,9%), Puglia (30,1%), Molise (25,7), Calabria (25%), Sicilia (12,8%).

Una SOLA cosa è certa: STOP 🔴 ALLE DISCARICHE! Uno Stato che si rispetti non ne autorizza più nessuna apertura e avvia un celere risanamento di quelle esistenti, con una road map celere e rigorosa!  Basta con dati finti che abbiano la finalità di giustificarne l’esistenza! 

📣 Il risanamento delle discariche dismesse deve essere affrontato secondo un iter tecnico progettuale:

  • adozione degli interventi di messa in sicurezza, anche in emergenza
  • predisposizione e realizzazione di progetti di bonifica
  • rimozione dei rifiuti e recupero dei materiali
  • ripristino finale delle aree ed eventuale monitoraggio post-operam
  • rimozione o riposizionamento discariche esaurite mediante trattamento e confezionamento in ecoballe
  • recupero volumetrico di discariche esaurite ed attive mediante nuove tecniche di contenimento con terre armate
  • sopraelevazioni
  • interventi di mitigazione post mortem con realizzazione di parchi fotovoltaici.

L’annoso problema TUTTO ITALIANO

PERCHE’, SEMPRE PIU’ SPESSO, IL BUSINESS DELLE DISCARICHE E’ COLLEGATO ALLE MAFIE?

Ecomafia, è un neologismo coniato dall’associazione ambientalista Legambiente per indicare le attività illegali delle organizzazioni criminali, per lo più di tipo mafioso, che arrecano danni all’ambiente.

In particolare, sono generalmente definite ecomafie le associazioni criminali dedite al traffico di rifiuti e allo smaltimento illegale degli stessi.

Il Sud d’Italia è l’area dove la maggior parte di questi rifiuti vanno a finire, in particolare lungo le cosiddette “rotta adriatica” e “rotta tirrenica“, dal nord verso la Puglia e verso la Campania e Calabria. Parte dei rifiuti viene sotterrata in cave abusive, già oggetto di reati ambientali di escavazione. Nel Nord Italia in più casi è stato accertato lo smaltimento di fanghi tossici, come fertilizzanti in campi coltivati. Ma l’Italia è anche crocevia di traffici internazionali di rifiuti, provenienti dai paesi europei e destinati a Nigeria, Mozambico, Somalia, Romania. Si ipotizza che l’omicidio di Ilaria Alpi sia riconducibile a inchieste, che la giornalista stava conducendo su questo tema.

UN PIANO NAZIONALE IMMEDIATO, che inizia da casa nostra! e prosegue con le segnalazioni e la messa al bando delle omertà!

Segue dettaglio e modalità per una corretta differenziazione dei rifiuti nella propria casa 🏡, senza fatica e con l’abbattimento al 95% di quello che viene definito “rifiuto residuo/indifferenziato” 

Leggi:

📚 Il dizionario della raccolta differenziata ♻️

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